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Dove eravamo rimasti: un film a cui manca qualcosa di nuovo

Il ritorno della trasformista Meryl Streep e del grande regista Jonathan Demme: questo è Dove eravamo rimasti, titolo originale “Ricki and the Flash”. La sceneggiatura di Diablo Cody (forse sopravvalutata come sceneggiatrice) appare piuttosto banale e già vista mille volte sullo schermo; purtroppo la Cody non è riuscita a dare quel tocco di follia in più in grado di vivacizzare una trama che va da sé ed è salvata solo dalla prestigiosa performance di Meryl Streep e dall’ottima regia di Demme, che confeziona una comedy-drama musicale con la sua visione misurata e in un certo senso romantica della storia.


La protagonista Ricki Rendazzo (Meryl Streep), per dedicarsi alla musica e alla sua carriera, anni prima ha abbandonato marito e figli. Dopo tanti anni però, inizia a sentire il peso di questa scelta, anche perché la sua carriera non ha soddisfatto le sue pretese; all’improvviso Ricki ha l’occasione per riavvicinarsi alla famiglia abbandonata. L’ex marito Pete (Kevin Kline) torna a farsi sentire per dirle che la figlia Julie (Mamie Gummer, vera figlia della Streep) è caduta in depressione dopo il divorzio dal marito e ha ora bisogno dell’affetto materno. Ricki così torna a casa con la volontà di recuperare il tempo perduto con i figli, ma presto si accorge che non è così facile comunicare con figli, ormai adulti. Alla fine ci sarà un inevitabile scontro dopo tanti anni di lontananza con un finale che vira in uno scontato confronto familiare che nulla toglie e nulla aggiunge a ciò che si è già visto.


Jonathan Demme mette la sua bravura al servizio di un film dalla trama insipida se non fosse per il fascino e la forma (fisica e vocale) di Meryl Streep. Il regista americano ha puntato il suo occhio cinefilo sui rapporti familiari logorati da anni di rancori e delusioni ed è da lodare per questo e per la sua attenzione verso l’universo femminile, le cui scelte sono sempre dolorose. Demme ha cercato di usare una regia leggera e discreta che non si è intromessa in una trama che manca di un guizzo vincente.



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(6 settembre 2015)


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