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ENI, scoperto giacimento di gas in Egitto

In Egitto è stato scoperto quello che potrebbe essere il più grande giacimento di gas naturale del Mediterraneo; ben 850 miliardi di metri cubi di gas che, se ben gestiti, renderanno autonomo per anni, forse decenni, il governo de Il Cairo e porteranno benefici anche all'Italia.


L'economista Giulio Sapelli, uno dei massimi dirigenti della compagnia del cane a sei zampe, ha sottolineato l'importanza storica della scoperta e ha dichiarato che il nuovo giacimento renderà l'Egitto più forte non solamente dal punto di vista economico, ma anche dal punto di vista politico; in questo modo tutta l'area del nord Africa sarà più stabile. La maggiore stabilità aiuterà a fermare il dilagare dell'islamismo radicale dell'ISIS e l'Italia potrebbe farsi promotrice di una grande iniziativa diplomatica per il miglioramento delle relazioni tra i Paesi del Mediterraneo.


La tensione geopolitica nell'area mediterranea è ora molto alta, tanto che solamente due giorni fa un'autobomba è esplosa davanti ad uno stabilimento dell'ENI in Libia, per fortuna senza fare troppi danni. I lavoratori delle compagnie petrolifere operano molto spesso in zone a rischio e se la nuova scoperta porterà più sicurezza in Egitto e in tutto il nord Africa, di certo saranno i primi a beneficiarne.
L'Italia, se saprà giocare bene le sue carte, potrà sfruttare il gas egiziano e diminuire la sua dipendenza dalle importazioni dalla Russia, visti anche i rapporti poco amichevoli tra Mosca e l'Unione Europea a seguito delle sanzioni.


Se questa scoperta, seppur molto grande, possa davvero gettare le basi per un futuro di pace nel nord Africa e in generale in tutta l'area mediterranea, è ancora presto per dirlo, ma di certo, dopo l'ampliamento del canale di Suez, il nuovo giacimento porterà grandi profitti per le compagnie egiziane ed italiane impegnate nello sfruttamento e nello stoccaggio del gas ed incentiverà anche nuovi investimenti.
Se verranno creati nuovi posti di lavoro, molte persone potrebbero decidere di rimanere nei loro Paesi di origine invece di tentare di immigrare illegalmente a bordo di carrette del mare insicure e malsane oppure via terra con un cammino lunghissimo e snervante e questo garantirà anche a loro un futuro migliore.


(2 settembre 2015)


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