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Flussi migratori: qualcosa non torna

È chiaramente emerso che il flusso migratorio ha due vie e due fonti: Africa e Siria. Quello africano ha come meta preferita l’Italia, quello siriano il nord Europa. Soprattutto in quest’ultimo c’è qualcosa che non torna. Ho visto molte fotografie di questi migranti ma nessuno aveva ferite da guerra, nessuno esprimeva malnutrizione profonda, tuttalpiù casi di disidratazione ma più che comprensibili. Nessun ricovero per ferite da guerra o lesioni da combattimento. Un altro discorso è da fare sull’età di queste persone: tutti giovani, ben nutriti e sostanzialmente ben vestiti. Non sono il ritratto della sofferenza. Ci sono anche molte donne che portano in braccio i loro figli, nulla però fa sospettare che scappino da una guerra.


Perché ciò? Forse non stanno scappando da una guerra in fretta e furia, sotto le bombe, ma hanno scelto di scappare, o meglio, hanno avuto l’opportunità di scappare? E i soldi per pagare gli scafisti? Chi glieli ha dati? In un Paese in guerra avere migliaia di euro in tasca è come avere un tesoro, eppure pagano pronta cassa. Anche questo fatto non torna, almeno all’apparenza. Viene il sospetto che questi flussi possano essere organizzati a priori.


La stessa cosa si ripete per i migranti africani. In questo caso poiché si tratta di persone meno abbienti dei siriani, l’apparenza è più dimessa ma la sostanza non cambia. Un migrante che viene dall’Africa, dove il reddito medio è di qualche dollaro al mese, dove trova migliaia di euro per venire in Europa? Possibile che riesca a passare decine di controlli presidiati da predoni? Mai nessuno viene derubato fino al porto di imbarco?
Ho letto di piani occulti che avevano pianificato da tempo la supplenza della bassa natalità europea con l’arrivo di questa gente. Ma non mi convince. Invece trovo più convincente qualche verità che trapela dalla bocca di persone che sono state sui luoghi da dove partono questi migranti. I soldi sembrano arrivare direttamente dall’ONU e da quelle organizzazioni umanitarie che hanno dato per anni soldi a pioggia alle popolazioni in guerra sotto la falsa voce di sostegni o aiuti umanitari in loco (la FAO è fonte di enormi sprechi e scandali). Una volta sbarcati in Italia (è l’esempio peggiore di organizzazione umanitaria), il business continua e gli scandali delle varie cooperative rosse e cattoliche che tenevano/tengono in pugno Roma, ne sono la prova.


Il conto di questa politica dell’immigrazione senza senno verrà pagata; la pagheranno i giovani italiani quando non si riconosceranno più nel Paese che li ospita e saranno costretti loro stessi a diventare profughi.


Ludovico Polastri
(8 settembre 2015)


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