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Gli anziani: una risorsa indispensabile per la nostra società

A seguito della riforma Fornero del 2011, è stato stimato che l’età pensionabile dei lavoratori italiani aumenterà progressivamente nei prossimi decenni fino a toccare i 69 anni nel 2050, mentre la media europea nello stesso anno dovrebbe assestarsi ai 67 anni. Ciò ha indotto gli studiosi a parlare di invecchiamento attivo in riferimento al fatto che molti lavoratori e lavoratrici italiani saranno tenuti a prolungare la propria attività lavorativa rispetto al passato.


Secondo alcuni studiosi di sociologia e antropologia, tuttavia, questo concetto porta con sé l’idea per cui, alla fine dell’attività lavorativa, ogni uomo passerebbe da uno stile di vita attivo ad uno passivo in cui il tempo scorre lento ed ogni giornata si presenta noiosa e ridondante.
L’anziano, insomma, non avrebbe null’altro da fare che godersi il tempo libero servendosi dei propri risparmi e della pensione per sostentarsi, risultando un peso gravoso per la società laboriosa e attiva dei più giovani. Tale visione è del tutto errata perché non tiene conto del fatto che molti anziani in realtà non restano affatto inoperosi ma, anzi, proprio con l’inizio dell’età pensionabile sentono dentro di sé una grande vitalità e danno vita ad una serie di attività che risultano indispensabili per la società, rivolgendo al sociale e al benessere comune tutte quelle energie che fino a quel momento avevano speso per accrescere unicamente il proprio reddito.



Cresce sempre di più, infatti, il numero di anziani che popola i parchi cittadini, impegnando i pomeriggi o le mattinate estive con i propri nipotini per tenerli occupati mentre i genitori lavorano. Molti bambini addirittura mostrano un attaccamento maggiore alla figura della nonna o del nonno che a quella della mamma o del babbo.
Alcuni anziani si impegnano in associazioni di volontariato per prestare soccorso alle classi più indigenti della popolazione, a partire dalla distribuzione di pasti ed abiti all’organizzazione di cene ed eventi di beneficenza.



Nel Sud Italia, ad esempio, molti vecchietti collaborano nella preparazione di piatti tipici locali durante le manifestazioni a tema, mettendo il proprio antico sapere e la propria esperienza al servizio dei più giovani e della comunità di cui fanno parte. Altri ancora si incontrano periodicamente in circoli, bar o piazze e, sistematicamente, discutono di problemi di carattere politico e sociale, prendendo spesso le notizie apparse sul giornale come fonte di discussione. Un esempio per i giovani, da questo punto di vista, che sembrano sempre più avere problemi di comunicazione e socializzazione in un mondo, quello moderno, che difficilmente lascia spazio al dialogo ed alla comprensione reciproca.


Anna Rita Santabarbara
(16 settembre 2015)


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