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Il sacro: esperienza umana unica fin dalla notte dei tempi

Il sacro, elemento costituente dell'essenza umana fin dalla notte dei tempi. Il sacro, componente della natura umana, che ha la sua radice più profonda nella stessa nascita dell'uomo. Il sacro, da sempre così importante nelle società fondate e costituite dagli uomini in ogni tempo.


Ma, che cos'è il sacro?
Secondo Rudolf Otto (1869-1937), teologo e filosofo tedesco, per definizione nel sacro rientra tutto ciò che la mente umana non comprende; che attira e, allo stesso tempo, spaventa; che non conosciamo secondo criteri razionali ma che, insieme, ci pare di poter e dover conoscere attraverso l'intuizione o la rivelazione. Il sacro è simile a ciò che il filosofo Immanuel Kant definisce "sublime" e che Rudolf Otto chiama "numinoso", o "totalmente altro", qualcosa che è talmente diverso da noi e dalle nostre percezioni ordinarie da lasciarci esterrefatti.


Di fronte al sacro, al numinoso, l'uomo rimane attonito e smarrito. Per superare questo smarrimento egli crea, allora, la religione, lo strumento che gli permette di affrontare l'esperienza del sacro aiutandolo, anche e soprattutto, a decifrarla e a interpretarla. In questa definizione rientrano - in effetti - tutte le religioni verso le quali è necessario nutrire lo stesso profondo rispetto ma che, nondimeno, non coincidono con il sacro bensì lo interpretano rimanendo da esso ben distinte. In questa categoria rientrano le "religioni del libro", cioè le tre grandi religioni monoteiste: l'ebraismo, il cristianesimo e l'islamismo. In misura minore o maggiore, tutte e tre queste grandi religioni mondiali si basano essenzialmente su dogmi di fede o di principio, su interpretazioni letterali, metaforiche, allegoriche di scritture dettate da fonte soprannaturale ai fondatori esclusivi di ciascuna di esse. Forse non è da escludere che proprio ciò abbia contribuito, nei secoli e fino ad oggi, a rendere ognuna delle "religioni del libro" portatrice, spesso, di un integralismo assoluto e alquanto pernicioso per l'arrogante pretesa di essere "l'unica vera fede e la sola verità possibile" da diffondere e far accettare all'altro anche mediante l'uso della violenza, della forza, del fanatismo.


Ritornando al sacro, Rudolf Otto si avvale di una "fenomenologia del sacro" per la quale il sacro diviene la categoria interpretativa dei fenomeni religiosi e viene caratterizzato, perciò, come il "Misterium Tremendum", cioè il Mistero per eccellenza nel quale e di fronte al quale, al di là del contingente e dell'ordinario, l'essere umano sperimenta la propria nullità creaturale: la propria imperfezione e finitezza nei riguardi del Divino e dell'Infinito.
Il sacro, dunque, quale esperienza totale e totalizzante, trasformatrice e trasfiguratrice, quale apporto di una vita vera, completa a contatto col mistero che l'invisibile e le dimensioni altre portano in sé e custodiscono? Sì, sicuramente... e fin dalla notte dei tempi.


Francesca Rita Rombolà
(24 settembre 2015)



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