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Il terrorismo continua a colpire in Egitto

Il 17 ottobre e il 21 novembre ci saranno in Egitto due importantissimi appuntamenti elettorali ma il clima nel Paese è tutt'altro che sereno; lo scorso mese di agosto è stato interamente funestato da una spirale di attentati e violenza che continua ancora oggi.


Le forze di sicurezza ed i militari sono stati il bersaglio di attacchi da parte di miliziani dello Stato islamico e dei Fratelli Musulmani, l'organizzazione islamista messa fuori legge dopo la cacciata e l'incarcerazione dell'ex presidente Morsi. Per dare un'idea del circolo vizioso di odio e violenza in cui è precipitato l'Egitto, basti pensare che sono stati attaccati dai terroristi posti di blocco, presidi di polizia e anche un edificio della sicurezza nazionale in cui ventinove presone tra funzionari e impiegati sono rimasti feriti; inoltre l'ostaggio croato Tomislav Salopek è stato barbaramente trucidato e alla fine di giugno il Procuratore Generale antiterrorismo, Hisham Barakat, è stato vittima di un attacco bomba sull'auto blindata in cui viaggiava.


Barakat era considerato un nemico pericoloso dalla fratellanza musulmana perché aveva condotto indagini molto approfondite sui legami dell'organizzazione con il terrorismo internazionale e aveva fatto condannare a morte molti responsabili di sanguinosi attentati.
A metà agosto, proprio per cercare di arginare questa escalation di violenza, è stata approvata la nuova legge antiterrorismo che in 54 articoli concede ampi poteri e libertà d'azione alle forze di sicurezza nelle indagini e negli interventi contro potenziali terroristi.


In particolare l'area del Sinai sta diventando sempre di più un covo di terroristi e trafficanti di armi, droga ed esseri umani; nei villaggi della zona la povertà è tanta e molte persone si lasciano incantare dalle illusioni di facili guadagni offerte da malavitosi senza scrupoli. È difficile prevedere quale sarà il vincitore delle elezioni ma quello che è certo è che, se la situazione non si stabilizzerà e se non ci sarà un governo forte, gli attentati sono destinati a continuare e ci saranno ancora molte vittime.


(8 settembre 2015)



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