Ultime Notizie

La dura vita nei villaggi al confine tra Siria e Turchia

I villaggi turchi che confinano con la Siria sono sempre più presi d'assalto da migliaia di migranti che scappano dalle bombe dei miliziani dell'ISIS e della coalizione internazionale; la situazione è di giorno in giorno più caotica.


Gli abitanti cercano di aiutare i profughi come meglio possono, dando loro cibo e qualche vestito ma rischiano di non riuscire più a reggere la pressione di una marea umana in marcia verso l'Europa. Anche chi abita in questi villaggi ha paura dei miliziani islamisti perché i bombardamenti e gli attentati si fanno sempre più vicini e gli uomini dell'ISIS stanno costruendo un vero e proprio campo minato vicino al confine per fare più vittime possibile.


Uomini, donne e bambini si sentono sempre più insicuri nelle loro case e soprattutto si sentono abbandonati dal governo di Ankara che, secondo loro, li ha lasciati soli a fronteggiare l'enorme flusso migratorio e il rischio di cadere in quelle che sono vere e proprie trappole esplosive sistemate lungo il confine dagli uomini del Califfato.
Il legame tra Siria e Turchia ha origini antichissime ma negli ultimi tempi, con la guerra civile che ha fatto precipitare nel caos il Paese di Assad, sembra che si stia lentamente spezzando. I commerci tra i due Paesi sono sempre stati fiorenti ma da quando il Califfato ha occupato militarmente intere zone della Siria rimangono solamente il contrabbando e il mercato nero e l'economia di entrambe le parti sta risentendone pesantemente di tutti gli effetti negativi.


È evidente che la Turchia da sola non può farsi carico di tutti i profughi che scappano dalla Siria e dalle altre zone di guerra; il presidente Erdogan ha dichiarato che, se non ci sarà presto una maggiore cooperazione in materia di accoglienza e asilo, saranno ben sette milioni i migranti che proveranno a forzare le frontiere.
A Vienna sono in corso dei colloqui ad altissimo livello per tentare di affrontare il tema del diritto di asilo ma i Paesi dell'est Europa, prima tra tutti l'Ungheria, rimangono fermi sulle loro posizioni e continuano a blindare le frontiere. Fino a quando non entrerà in vigore una seria politica dell'accoglienza per distinguere chi ha veramente bisogno di protezione dai migranti economici, il fronte dell'est continuerà ad essere una vera e propria polveriera in cui sarà facile per potenziali terroristi infiltrarsi.


(26 settembre 2015)


Prima Pagina on line (www.primapaginaonline.org) - Testata registrata al Tribunale di Bologna, pr. n. 8292 del 06/03/2013. Sito progettato da Templateism.com Copyright © 2011

Powered by Blogger.