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La lotta contro lo Stato islamico in Iraq e Siria

Nelle prime ore di ieri diciotto lavoratori di nazionalità turca che lavoravano alla costruzione di uno stadio di calcio sono stati rapiti a Sadr City, un quartiere a maggioranza sciita che si trova ad est della capitale dell’Iraq, Baghdad; secondo l’emittente Al Jazeera, sarebbero stati rapiti anche tre cittadini iracheni.


Secondo fonti delle forze di sicurezza irachene, gli operai sarebbero stati prelevati verso le cinque del mattino da guerriglieri vestiti di nero e pesantemente armati, arrivati a bordo di circa venti pick-up o camioncini che hanno usato per fare irruzione nel cantiere. Non è la prima volta che cittadini turchi vengono rapiti in Iraq; l’anno scorso ostaggi turchi vennero rapiti da combattenti islamisti nel Consolato turco di Mosul quando la città cadde nelle mani del Califfato. Dopo tre mesi di prigionia e lunghe ed estenuanti ore di trattative, negoziazioni e colloqui condotti nel più stretto riserbo, i turchi vennero finalmente rilasciati ma l’immagine del governo di Ankara ne uscì irrimediabilmente danneggiata.


Il rapimento dei cittadini turchi potrebbe essere un segnale di sfida del Califfato nei confronti di Ankara, dopo che Erdogan ha concesso ai militari della coalizione internazionale l’uso della grande base aerea di Incirlik per compiere raid contro lo Stato islamico in Siria.
La situazione in Iraq rimane molto tesa e continuano gli scontri non solamente con i militanti dell’ISIS, ma anche con le milizie dei tanti signori della guerra che si contendono il monopolio dei traffici illegali approfittando della situazione di caos che regna nel Paese.
Anche in Siria la situazione è grave: miliziani dell’ISIS si stanno facendo strada nei quartieri periferici della capitale Damasco scontrandosi con l’esercito regolare e i ribelli anti islamisti. Se dovessero prendere il controllo delle periferie, i jihadisti potrebbero in breve tempo arrivare al centro della capitale e prendere definitivamente il potere in Siria. Al confine con la Turchia si sono registrati violenti scontri tra jihadisti e militari turchi; un militare sarebbe morto ed un altro sarebbe disperso mentre, nella provincia di Sirnak, un medico ed agente di polizia sono rimasti uccisi in un attacco dei militanti del PKK.


La stabilizzazione di Iraq e Siria è ancora lontana; gli Stati Uniti avrebbero avviato una missione segreta guidata dalla CIA, dal Joint Special Operations Command (JSOC) e dal Counter-Terrorism Committee (CTC), con l’ausilio della National Security Agency, proprio per rintracciare ed eliminare il maggior numero possibile di comandanti jihadisti ed evitare così attentati non solo in Medio Oriente ma anche in Occidente.


(3 settembre 2015)


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