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L’età biologica e l’invecchiamento non viaggiano alla stessa velocità

Può capitare di stupirsi, incontrando qualcuno dopo molto tempo, di quanto quella persona sia invecchiata o di come, al contrario, non dimostri la sua età. Bene, non si tratta solo di impressioni soggettive perché il processo dell'invecchiamento, pur essendo fisiologico, ha dei tempi e degli effetti diversi su ognuno di noi.


Il geriatra Dan Belsky e altri scienziati della Duke University (Stati Uniti d’America) hanno recentemente pubblicato i risultati di una ricerca che ha preso avvio quarant'anni fa: 965 abitanti della città di Dunedin, in Nuova Zelanda, nati tra il 1972 e il 1973, sono stati sottoposti ogni 5-6 anni a dei test di valutazione clinici a livello cardiaco, renale, respiratorio, epatico, immunologico, sessuale, mentale e dentale fino all'età di quarant'anni. I dati raccolti sono stati usati per determinare l'età biologica di ogni soggetto.



L'analisi, supportata anche da studi sul processo di invecchiamento di gemelli identici, dimostra che il patrimonio genetico è responsabile solo per il 20% dell'età biologica dei soggetti. La chiave per tenere sotto controllo l'età biologica è, quindi, il modo in cui trattiamo il nostro corpo: uno stile di vita sano impedisce un invecchiamento precoce. Fattori ambientali come stress, inquinamento, abitudini alimentari, fumo ed esercizio fisico sono al centro di nuovi studi per capire come e quanto essi possano incidere sul processo di invecchiamento.


Laura Ripamonti
(16 settembre 2015)



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