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L'ISIS sta producendo armi chimiche?

All'interno del governo americano cresce la convinzione che i militanti dell'ISIS stiano producendo ed utilizzando armi chimiche sia in Iraq che in Siria. Gli Stati Uniti avrebbero identificato quattro diverse occasioni durante le quali avrebbero usato l'iprite, un agente chimico conosciuto sin dalla prima guerra mondiale. Se puro, l'iprite è incolore ma è identificabile per un pungente odore di aglio e senape, tanto da essere meglio conosciuto come “gas mostarda”. L'iprite è liposolubile e penetra in profondità gli strati della pelle aprendo su di essa dolorosissime piaghe al momento del ricambio naturale delle cellule. In caso di esposizione a dosi molto elevate provoca danni gravissimi anche all'apparato respiratorio ed è possibile persino il sopraggiungere della cecità. L'indebolimento della risposta immunitaria e le lesioni cutanee portano ad infezioni diffuse, nei peggiori casi alla morte.


I militanti starebbero usando l'agente chimico sotto forma di polvere e un team della BBC ha raccolto dolorose testimonianze sul suo effettivo utilizzo. Un video girato probabilmente dopo un attacco chimico vede l'affannarsi dei medici verso un ospedale nel tentativo di salvare la vita di diversi bambini. Nel frattempo si possono vedere uomini che non trattengono il vomito e corpi senza vita sul pavimento. Due anni fa le Nazioni Unite avevano votato all'unanimità per la distruzione delle armi chimiche della Siria, ma ormai sembra chiaro che le armi chimiche siano state e tuttora vengano utilizzate, specialmente contro i civili che invece dovrebbero essere protetti da questi attacchi secondo la Chemical Weapon Convention. Gli Stati Uniti sembrano essere convinti inoltre che l'ISIS abbia un gruppo dedicato alla produzione delle armi chimiche. Il pericoloso “gas mostarda” non è difficile da produrre e sembrerebbe essere relativamente semplice accedere alle informazioni per la sua produzione. Un'altra ipotesi vuole invece che i militanti abbiano trovato le armi nascoste in Iraq o in Siria. L'ipotesi Iraq è però scartata perché gli Stati Uniti ritengono che le avrebbero trovate durante la loro campagna militare.


Il mese scorso le Nazioni Unite hanno dato il via ad un'investigazione su quali gruppi e governi utilizzino armi chimiche in Siria. I primi a sostenere l'accusa sono senza dubbio gli Stati Uniti, ma ormai altre agenzie governative ritengono ci siano sufficienti testimonianze per sostenere la posizione americana. La Siria dovrebbe essere totalmente libera da armi chimiche, secondo un accordo con le Nazioni Unite grazie al quale sono state consegnate più di 1.180 tonnellate di agenti tossici.


(12 settembre 2015)



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