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Matematica e statistica applicate alla psicologia e alla medicina

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Un team di “scienziati dei dati” dell'Università di Pisa, in collaborazione con il CNR e il Barabasi Lab di Budapest e Boston, ha pubblicato sulla rivista Nature Communications i risultati di una ricerca insolita: attraverso centinaia di migliaia di dati di GPS di automobili e cellulari (tutti rigorosamente anonimi), si è condotto uno studio comportamentale della popolazione.


Confrontando i percorsi di routine e la mobilità totale delle persone, lo studio ha mostrato che la popolazione tende naturalmente a dividersi in due gruppi: del primo fanno parte i returners, cioè gli abitudinari, che tendono a fare sempre gli stessi percorsi e si spostano solo per routine; il secondo gruppo, invece, è composto dagli esploratori che mostrano una mobilità “a stella”, cioè si spingono a frequentare anche luoghi molto lontani dal loro centro di attività (casa e lavoro).


Il modello matematico, che è stato sviluppato a partire da queste osservazioni, è uno strumento che può essere applicato a diversi ambiti di ricerca: dallo studio della diffusione di malattie alla pianificazione urbana, fino ad arrivare ad analisi dell'inquinamento ambientale e ricerche sulla struttura sociale.
I big data aprono, quindi, una nuova frontiera nella ricerca scientifica per la loro capacità di prevedere le conseguenze delle nostre abitudini individuali e collettive.


Laura Ripamonti
(11 settembre 2015)



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