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Migranti, la sfida dell'accoglienza

Migliaia di persone in fuga dalla guerra e dalle violenze di dittatori e signori della guerra senza scrupoli si accalcano alle porte dell'Unione Europea in cerca di asilo per potere ricostruire la loro vita in luoghi che considerano sicuri. Il tema dell'accoglienza e della necessità di modernizzare le regole per ottenere il diritto di asilo sono molto dibattute; i principali leader europei e mondiali si sono incontrati e si incontreranno ancora proprio per fare il punto sull'argomento e per stilare regole il più possibile condivise.


Se da un lato sono tutti concordi nell'affermare che bisogna accogliere ed aiutare il più possibile le persone in difficoltà che scappano dalle zone di guerra, dall'altro rimane forte anche l'esigenza di tutelare i confini e la sicurezza delle nazioni più esposte al fenomeno migratorio. In quasi tutti i Paesi europei l'opinione pubblica si è spaccata tra favorevoli e contrari all'accoglimento dei profughi e si sono registrati aspri scontri nelle città scelte per ospitare i centri di identificazione ed accoglienza.
Ancora una volta l'Unione Europea si è dimostrata molto divisa al suo interno e incapace di affrontare la questione dei profughi in maniera chiara e decisa dividendo coloro che hanno veramente diritto di asilo dai migranti economici.


I Paesi dell'est si sono da subito detti fortemente contrari al sistema di quote obbligatorie proposto dal Cancelliere tedesco Angela Merkel; il Primo Ministro ungherese Orban sta facendo erigere un muro al confine con la Serbia proprio per arrestare l'arrivo dei migranti dalla cosiddetta “rotta dei Balcani”. I governi della Repubblica Ceca e della Macedonia si sono detti pronti ad adottare gli stessi metodi se la questione migranti non sarà risolta una volta per tutte; questi Paesi temono soprattutto che potenziali jihadisti possano arrivare sul loro territorio confusi nella marea umana dei profughi.
Nelle ultime ore anche nei Paesi dell'Europa occidentale che all'inizio si erano detti disposti ad accogliere i rifugiati, soprattutto i siriani, la pressione del flusso migratorio sta diventando insostenibile e molti centri d'accoglienza sono già al collasso.


Fino a quando la situazione in Siria, Afghanistan, Iraq e soprattutto in Libia non si sarà stabilizzata, la gente continuerà a scappare in cerca di un futuro migliore senza la guerra e la minaccia dei terroristi dell'ISIS e i Paesi occidentali dovranno essere in grado di mettere a punto un sistema di regole condivise che permetta di conciliare la sicurezza nazionale e l'accoglimento di chi ha davvero bisogno.


(14 settembre 2015)



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