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Napoli rivive l’antico splendore: Gran Ballo ottocentesco alla Corte Angioina

Grande emozione lo scorso lunedì 28 settembre all’interno del cortile del Maschio Angioino a Napoli, per l’evento “Gran ballo ottocentesco” organizzato dalla Società di Danza di Napoli con il patrocinio del Comune all’interno della rassegna “Estate a Napoli”.


Quattordici coppie di ballerini in costume sono scesi dallo scalone laterale in pietra e si sono lanciati in danze eleganti e ricche di brio al centro del grande cortile interno dell’antica fortezza napoletana. Ad assistervi, oltre duecento spettatori, catturati dalla magia di ritrovarsi, per qualche ora, fuori dal tempo per rivivere i fasti delle lontane feste ottocentesche attraverso il susseguirsi incalzante di mazurche, valzer, marce, quadriglie e controdanze.


Le dame, agghindate per il ballo, hanno sfoggiato meravigliosi abiti di diverso stile, dal più sobrio al più vistoso, ostentando favolose acconciature e gioielli. Movimenti semplici, passi leggeri quasi felpati, sguardi che s’incrociano, mani che s’intrecciano solo per qualche attimo, gonne variopinte dai colori accesi che frusciano, s’incontrano, si scontrano e si allontanano di nuovo. Ecco che la festa si materializza dinanzi agli occhi dello spettatore. A completare il tutto, intermezzi di romanze e canti intonati da un soprano e un tenore.


Il successo dell’evento ha mostrato il volto inedito di un’Italia che intende reagire alla crisi d’identità odierna attraverso la ricerca e lo studio di un mondo lontano, ma alla base della nostra coscienza nazionale. Fondata nel 1991, la Società di Danza è oggi costituita da una rete di associazioni culturali attive su tutto il territorio nazionale che, periodicamente, realizzano eventi dedicati al XIX secolo. Il duro lavoro di ricerca storica condotto su manuali di danza ottocentesca ha mostrato che, contrariamente a quanto si crede, spesso le danze venivano eseguite anche da coppie di ballerini dello stesso sesso, mentre il valzer, di cui Strauss fu uno dei massimi compositori, era ritenuto un ballo scandaloso e fu a lungo proibito: era, infatti, l’unica danza in cui il cavaliere poteva danzare a turno con tutte le dame e scambiare due parole in intimità.


Anna Rita Santabarbara
(30 settembre 2015)



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