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Scandalo nel mondo della moda, Vogue vs. Harper’s Bazaar: due copertine diverse per lo stesso vestito

Il mondo della moda è assai complesso quanto affascinante, soprattutto nell'ambito della stampa, osannata quanto disprezzata da lettori e opinionisti del settore. Per il fashion system settembre è come il primo gennaio, l'inizio dell'anno. In questo periodo si tengono i festival del cinema della moda, importanti fiere (come il White, per le tendenze), e le sfilate di apertura dell'anno venturo.


Per questo è interessante dedicare qualche riga alla questione che in questi giorni anima il tam-tam dei social: la September Issue. Questa locuzione di origine americana e trasformata in hashtag internazionele (#theseptemberissue), indica l'edizione di settembre, la così detta bibbia dei fashionisti, il numero che prepara l'avvento della nuova stagione raccogliendo tutte le tendenze che declineranno il concetto di stile nei mesi successivi. Si comprende così perché sia la pubblicazione più chiacchierata tra le 12 che segnano lo scandire dell'anno.
Il September Issue prende il nome dall'omonimo documentario del 2009, un corto in cui la celebre direttrice di Vogue America, Anna Wintour, ha aperto le porte del suo ufficio per farsi seguire passo dopo passo dalle telecamere. La realizzazione dell'edizione settembrina è assai importante per una testata perché in essa sono raccolti gli spunti che andranno ad ispirare le scelte editoriali di tutto l'anno. Il numero di pagine è cospicuo e sfora quelle di un manuale universitario. Pensate che nel 2012 Vogue US pubblicò un tomo di 910 pagine con Lady Gaga in copertina. Ed è proprio sulla prima pagina della copia di settembre che si sono concentrate le polemiche quest'anno.




La persona in carica di gestire le pubbliche relazioni ed i rapporti con i personaggi famosi della casa di Moda Prada ha peccato di disattenzione ed ha inviato a due celebrità diverse, per le copertine di due riviste diverse, lo stesso vestito. Per il mondo del glamour in cui non è ammesso lo stesso abito per più di un giorno, ed è già tanto, l'errore ha scatenato molto clamore. Così, la bionda Rosie Huntington-Whiteley e la mora Katy Perry si sono ritrovate in prima pagina, rispettivamente su Harper's Bazaar la prima e su Vogue Giappone la seconda, con la stessa mise, seppur in colori diversi.




È andata meglio a Beyoncé, regina incontrastata del pop, ed ora, anche delle copertine. La grintosa cantante dalla voce d'angelo ha posato per il primo numero di Vogue America, la cui direttrice pare molto contenta della scelta. Il successo di una testata non dipende solo dal numero di spazi dedicati ai marchi per accontentare le brame degli investitori pubblicitari, ma anche dalla capacità di allettare il pubblico con contenuti sfiziosi che captino l'interesse. Non è un caso che per le copertine vengano scelti personaggi carismatici, che le persone amano e di cui, si suppone, siano interessate a scoprire di più. In questo senso Beyoncé si è rivelata una scelta vincente: è un personaggio in vista, seguito da milioni di giovani e non solo, ha uno stile eterogeneo, è una mamma, ama il design e fa beneficenza. I suoi interessi spaziano dal canto alla casa, ed è per questo in grado di attrarre un gran numero di lettori. E se la copertina è solo l'inizio, ai curiosi della moda non resta altro che godersi il resto, sfogliando magazine dallo spessore di libri, che di contenuti ne hanno... da vendere!


(1° settembre 2015)



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