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Uomini e mezzi russi in Siria

Da alcuni giorni sta circolando, tra le alte sfere della comunità internazionale, la voce secondo la quale il governo di Mosca avrebbe inviato in Siria militari e mezzi corazzati per aiutare l'esercito regolare siriano a fermare l'avanzata dello Stato islamico nel Paese. La notizia è stata riportata dai prestigiosi quotidiani “Times” e “Telegraph”, citando la televisione di Stato siriana; l'emittente ufficiale di Damasco, infatti, avrebbe trasmesso un servizio in cui compariva uno dei più recenti mezzi blindati dell'esercito russo.


Il portavoce di Putin non ha smentito categoricamente un coinvolgimento della Russia nel conflitto siriano, ma si è limitato a dire che: “Sapete che c'è una interazione tra la Russia e la Siria. La cooperazione che c'era prima della guerra è stata mantenuta. Non vorrei darvi dettagli più specifici”.
Il fatto che il governo moscovita abbia voluto impegnarsi direttamente nei combattimenti sul suolo siriano certifica che il regime di Assad è ormai molto debole e non basta più l'aiuto dei miliziani iraniani e libanesi di fronte all'avanzata del Califfato.


I combattenti islamisti stanno prendendo sempre più il controllo dei quartieri periferici di Damasco e, se manterranno questo ritmo, potrebbero presto conquistare anche il centro della città e prendere così il potere in tutto il Paese.
La Russia di Putin è da sempre alleata con il regime siriano della famiglia Assad e per questo sta cercando in tutti i modi di proteggere il dittatore, anche se questo significa inimicarsi un Paese come la Turchia, che invece non vede l'ora di vedere la caduta del dittatore siriano.
L'amministrazione statunitense non può contestare il maggiore impegno della Russia nella difficile situazione siriana perché questo significherebbe rendere vani tutti gli sforzi fatti per raggiungere il fragilissimo accordo con l'Iran sulla tecnologia nucleare; il governo di Teheran, infatti, non accetterà mai di perdere l'alleanza con la Siria.


La situazione a livello globale è sempre più intricata e le minacce alla sicurezza delle Nazioni occidentali aumentano, tanto che il generale statunitense Martin Dempsey non ha escluso che in futuro gli Stati Uniti possano essere coinvolti in una nuova micidiale guerra.


(5 settembre 2015)



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