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Vedere grigio, sul serio, nei momenti tristi

Avete presente quei frammenti di vita in cui la ruota gira storta? Ci sono quei giorni che partono male… quelli in cui se il buongiorno si vede dal mattino siamo fregati perché noi, dal letto, siamo scesi con il piede sbagliato; quelli in cui il capo, i colleghi, i passanti e i protagonisti di un film alla tv ci guardano storti – che poi magari è la nostra immaginazione, ma in quel momento un “ti capisco, oggi è proprio un giorno da dimenticare” detto da un amico è un toccasana; quelli che si vuole un divano, un cane accoccolato addosso e un gelato e non necessariamente in quest’ordine. Sarà poi vero che in queste occasioni si vede tutto grigio o di grigio esiste solo il nostro umore inconsolabile?


Be’, pare che quando si è tristi si veda davvero più cupo del solito. Gli scienziati dell’Università di Rochester hanno, a tal proposito, svolto uno studio dimostrando che la tristezza rende meno accurata la percezione dei colori nell’asse blu-giallo. A tal proposito sono stati svolti due esperimenti, uno con un campione di 127 individui l’altro con uno composto da 130, e in entrambi i casi cono state raggiunte le stesse conclusioni: nel gruppo che era stato obbligato a vedere un filmato triste c’era meno precisione nell’individuare i toni del blu-giallo rispetto a quello in cui il filmato visto era neutrale. Questo accade perché pare che la percezione dei colori sia collegata con la produzione di dopamina – la quale veicola le sensazioni di piacere.


Quindi, se vedete grigio – nel vero senso della parola, eh – tranquilli. Una camomilla e passeranno anche i disturbi alla vista. Domani è un altro giorno.


(14 settembre 2015)



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