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Attentati in telegiornale: il circo Italia ha riaperto i battenti

State leggendo il Vangelo del Bifolco, settimanalmente su Prima Pagina on line. L’articolo è di chiara matrice satirica, pertanto non ritenetevi offesi. Ogni riferimento ad un pubblico di scimmie, bifolchi ammaestrati e profeti improvvisati è estremamente voluto. Non serve che compriate Donna Moderna, intellettuali miei, oggi avete di meglio da leggere.

È sabato, e come ogni sabato il Bifolco giace immoto sul divano. L’orologio ha smesso di girare già da un bel po’ e la vista del bifolco si annebbia e si ridefinisce, a causa forse della sonnolenza perenne che domina la casa. La moglie gli passa davanti e grugnisce al marito che, inforcato il telecomando, accende la televisione. Ecco che i due vedono un loro simile.
La faccia rotonda e rigonfia verso il basso di un ometto sostituisce gran parte dell’inquadratura del telegiornale di Sky. Ma sì, è lui! I due lo riconoscono e guaendo si guardano negli occhi in un ritrovato verde amore. Gianluca Buonanno intanto parla e i volti della giornalista di Sky e di un casuale avversario da salotto, neanche troppo in forma, si indirizzano sulla pistola brandita dall’australopiteco antropomorfo (nel senso buono del termine ovviamente) con veemenza.


E la cosa divertente è che non siamo in Sudamerica durante una guerra civile, ma nella meravigliosa Italia! Si parla della legge di legittima difesa in seguito ad alcuni casi di furto terminati con la morte di rapinatori. Voglio che la mia posizione sia chiara fin da subito. Due ladri, amichevoli e coccolosi, entrano in casa tua senza bussare (magari è notte, non vogliono svegliare nessuno) e si mettono a frugare fra l’argenteria (sono dipendenti di qualche “compro oro” venuti a valutare merce), si mettono qualcosa in tasca magari, col solo scopo di arredare l’appartamento in stile minimalista; poi qualcuno si alza e, impugnata la pistola, spara. Bene, non è detto che lo Stato debba dare ragione a lui a prescindere.


In pieno spirito pacifista dunque, l’onorevole ed europarlamentare, e trapezista, e sindaco, e ras, e giocoliere, e dogsitter (gli elettori della Lega sono tanti), mostra in camera la già citata pistola, impugnandola da bravo gangster di fine anni Settanta. Poi la posa, ma con veemenza la rialza, e la shakera. Indomabili gli sguardi dei due attoniti conversanti, che passano dalla pistola all’animale e viceversa, emblemi di una catena evolutiva preoccupante e in controsenso.


L’avversario casuale si rifugia dietro parole scioccate per nascondere il disgusto tipico di chi, come lui, ne ha viste di tutti i colori (e prese anche: celesti, rosse, blu, verdi, gialle, viola, una marea). Allibiti i telespettatori, increduli i due amanti bifolchi che si abbracciano sotto una nuova stella, armata. L’uomo si alza, forte della sua istruzione, e grugnisce ordini alla quota rosa che l’accompagna in questa vita. Poi va in camera, prende il mascara della donna e si disegna due linee sulle guance. La guerra è cominciata.


(26 ottobre 2015)


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