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Che male l’adolescenza! Il decalogo per i genitori

Tutti abbiamo avuto dai 12 ai 15 anni. Gran brutto periodo, eh... è il periodo nel quale essere incompresi è la norma; nel quale “nessuno capisce i miei bisogni!”; nel quale i brufoli invadono la tua faccia peggio dei funghi nel bosco caldo e umido in autunno; nel quale l’unico porto sicuro è la tua stanza – perennemente chiusa, magari con sulla porta il cartello “Non disturbare” – dove fantasticare sui tuoi idoli – quelli che tu ritieni bellissimi, fantastici, perfetti e pensi che mai e poi mai potrai smettere di guardare quei poster con quella devozione mista a compassione… compassione per te, ovviamente, e per il fatto che non sapranno mai della tua esistenza.


Ti guardi intorno e non ti senti all’altezza degli altri. A quell’età non ci si ama e ci si sente brutti, diversi. Si è sempre troppo alti o bassi, troppo biondi o troppo mori, troppo bravi o troppo asini, con i capelli troppo lisci o troppo crespi, con il naso troppo grande o troppo a patata, troppo grassi o troppo magri… e no, non c’è una regola. D’altronde si è passati – troppo in fretta – da un periodo in cui, essendo bambini, tutte le attenzioni e i meriti e i complimenti erano a portata di mano e orecchie, a un periodo di invisibilità adolescenziale. Ci si sente disorientati, confusi e l’immagine che si vede allo specchio risulta distorta. L’ansia e l’angoscia sono di casa.


Ma come si può fare per smorzare questo disagio? Come devono agire i genitori per rendere questo faticoso passaggio meno deleterio possibile? Un modo sarebbe prepararli da prima, cercando di far capire che ci sarà un cambiamento ma che passerà e che è tanto necessario quanto breve. Parlare di questa “muta adolescenziale” ponendola alla base del diventare grandi aiuta, perché i bimbi vedono il diventare grande come un qualcosa di magico. Inoltre, bisogna spiegare ai propri figli che questo non riguarderà solo loro, ma tutti i coetanei. Bisogna poi evitare i commenti sulla fisicità di altri ragazzi: come fanno a sentirsi amati, accettati se i genitori per primi notano i difetti degli altri? Mai dire “Quella ragazza è un po’ in sovrappeso” oppure “Mamma mia che capelli crespi!” perché i vostri figli vivranno con disagio, sentendo le vostre parole sulla propria pelle. Per quanto riguarda i suoi difetti e le sue paure non sdrammatizzate ma non ignorate neppure: un buon compromesso è offrire soluzioni adeguate. Dinanzi a un “Sono pieno di brufoli…” potreste rispondere “Bene, andiamo in farmacia, c’è una buona crema, proviamola”.
Cercate, insomma, di mitigare la tristezza che questo periodo provoca. Passerà, grazie al cielo passerà.

(28 ottobre 2015)


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