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Donald Trump: lo show continua tra ambigue affermazioni

Che la campagna presidenziale USA sia sempre stata fonte di spettacolari dibattiti è ormai storia; ma quest’anno, per la corsa alla Presidenza 2016, il candidato repubblicano Donald Trump sta dando il meglio di sé. Dopo i commenti razzisti sugli immigrati latini, la strenua - ma malamente sostenuta - difesa della Bibbia e la poca riuscita del dibattito repubblicano di qualche settimana fa, Trump è di nuovo protagonista dei notiziari internazionali per aver affermato che “il mondo si troverebbe in una situazione decisamente migliore se dittatori come Saddam Hussein e Muammar Gheddafi fossero ancora al potere”.


Trump sostiene - anzi ammette di esserne sicuro al 100% - che Iraq e Libia sarebbero state più propense ad una maggiore stabilità del Medio Oriente se i due dittatori non fossero stati rimossi forzatamente dalla propria posizione. Hussein aveva perso il potere dopo l’invasione americana dell’Iraq nel 2003 e Gheddafi era stato allontanato dopo il violento conflitto civile del 2011 a seguito del quale si era reso necessario l’intervento della NATO. Gheddafi ed Hussein sono stati responsabili di terribili atrocità nei confronti del proprio popolo e sono considerati tra i maggiori violatori dei diritti umani. La NATO era infatti dovuta intervenire il Libia per prevenire quello che sarebbe diventato un genocidio da parte di Gheddafi.


Ma per Trump questo ha tutto un altro significato: “Non sto dicendo che fossero brave persone, ma la situazione era di certo migliore di adesso. Guardate l’Iraq. Non c’erano terroristi. Hussein li uccideva immediatamente”. Che la situazione mediorientale sia tra le più difficili nel mondo è senz’altro vero, ma forse le parole scelte da Trump non si adattano, nella loro semplicità, ad analizzare la complessità di conflitti che hanno le proprie radici ben prima della scalata al potere di quei dittatori che Trump rivorrebbe al potere.


D’altro canto, Trump ritiene per se stesso che sarebbe un grande pacificatore. Sicuro di ottenere un accordo bipartisan, Trump è certo di poter “andare d’accordo” sia con i Democratici che con i Repubblicani nei suoi possibili giorni da Presidente. “Il livello di odio tra i partiti è incredibile. Ed è colpa di Obama; Obama ha diviso questa nazione”. Puntare il dito mi sembra il miglior modo per dimostrare il proprio punto.


(26 ottobre 2015)


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