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Italia, il Paese delle polemiche sterili

Che a noi italiani piaccia fare polemica lo sappiamo bene per primi proprio noi italiani. Ed ecco che questa volta le ire dei benpensanti si sono rivolte verso la nuova campagna di sensibilizzazione per la prevenzione e la ricerca in oncologia promossa dalla LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori). Bisogna premettere che l'associazione un po' se l'era cercata scegliendo uno dei bersagli preferiti dei criticoni del Belpaese: la cantante Anna Tatangelo.


Ma andiamo al dunque. In una locandina con sfondo nero appare una Tatangelo nuda in splendida forma, intenta ad abbracciare se stessa, coprendo così il proprio seno florido. Il tutto ad indicare allo stesso tempo l'oggetto della prevenzione e il suo obiettivo intrinseco, proteggere la propria salute e di riflesso se stessi. A completare il tutto lo slogan: “Fai prevenzione: proteggilo anche tu”.
Insomma all'apparenza tutto promette bene, ma i buoni propositi non sono bastati. Sono partite a raffica infatti le polemiche rivolte in primis alla cantante, accusata di apparire troppo sensuale e provocante, poi di riflesso contro l'associazione stessa, colpevole di essersi piegata davanti alle logiche del marketing.


Fa strano che le polemiche più aspre arrivino proprio dalle donne che hanno affrontato e superato con forza e determinazione la lotta più importante della propria vita. La prevenzione è una delle armi più potenti in nostro possesso con le quali combattere un male che a tutti noi ha portato via qualcuno. Che a parlarne o a farne da testimonial sia una cantante o una casalinga, una donna più o meno bella, più o meno vestita, questi sono solo dettagli, sono solo ennesime chiacchiere sterili. Tutto questo però sembra difficile da comprendere.
Proviamo a consolarci però pensando che il polverone sollevato sulla campagna possa renderla davvero efficace, spingendo tutte le donne, soprattutto le più giovani e le mamme (toh guarda, proprio come la Tatangelo) a sottoporsi agli esami di prevenzione affinché si segni un altro punto nella lotta al cancro.


Di seguito la nota pubblicata dalla cantante nei propri profili ufficiali:
“Sono dispiaciuta ma anche un po' indignata per quello che è stato scritto riguardo la mia campagna LILT.Ho sempre pensato che la promozione di una causa così importante per tutti fosse inattaccabile. Mi sbagliavo, perché si è riuscito a fare polemica anche su questo.Non penso che una donna giovane, con gli addominali e con il seno florido come il mio (cit), non possa prestarsi a fare una campagna come quella della LILT. Il tumore riguarda tutti e la prevenzione DEVE interessare tutte le età, soprattutto le ragazze. È fuori luogo che alcune blogger dicano che 28 anni sia una fascia troppo bassa per fare prevenzione. Ricordo che sono stata scelta anche per questo, perché ho 28 anni e sono una donna e una mamma che sostiene uno stile di vita sano per se stessa e suo figlio. Uno degli obiettivi che ho per la LILT, è proprio quello di arrivare ad un pubblico giovane con l'intento di fare campagna anche negli istituti scolastici.


Da sempre mi espongo per le donne, su diversi fronti e sono felice di farlo.Ho dedicato una parte importantissima del mio repertorio musicale alle donne, da Essere una donna con Mogol fino a tematiche per la sensibilizzazione sul tema anoressia e violenza sulle donne. Sono orgogliosa di essere stata scelta dalla LILT, mi dispiace di questa polemica ridicola, apprezzo solo il fatto che se non altro si parlerà tanto di prevenzione”.


(6 ottobre 2015)



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