Ultime Notizie

La polemica dopo il bombardamento dell'ospedale di Medici senza Frontiere

Il 3 ottobre un ospedale gestito dall'organizzazione non governativa “Medici senza Frontiere” a Kunduz è stato colpito da una bomba durante un raid aereo della coalizione internazionale; molti pazienti, già debilitati, sono rimasti uccisi e molti altri sono stati feriti in modo più o meno grave.


Il Presidente degli Stati Uniti ha espresso tutto il suo rammarico per l'errore ed ha assicurato che aprirà un’inchiesta per accertare come sono andate veramente le cose e che aspetta con ansia i risultati delle analisi che gli esperti della difesa stanno conducendo per chiarire il fatto. Il Segretario Generale delle Nazioni Unite ha definito il bombardamento un crimine di guerra e ha detto che farà tutto quello che è in suo potere per fare sì che atti del genere non succedano mai più.
Anche i vertici dell'Alleanza Atlantica hanno ammesso lo sbaglio e stanno cercando di capire cosa non ha funzionato; il portavoce Brian Tribus ha spiegato che l'attacco all'ospedale quasi sicuramente si può definire un effetto collaterale dell'operazione antiterrorismo in corso nella zona della città di Kunduz in cui si trovava la clinica.


Il governo afghano invece ha dichiarato che l'ospedale è stato colpito perché al suo interno si era creato un vero e proprio covo di terroristi talebani che stavano progettando attentati, anche suicidi, in tutto il Paese. Secondo gli afghani, molto spesso i terroristi si nascondono in luoghi come gli ospedali perché pensano di essere al sicuro dalle bombe e dai rastrellamenti delle forze di sicurezza.
“Medici senza Frontiere” ha chiesto che vengano eseguite perizie da parte di organizzazioni indipendenti per evitare risultati di parte; i vertici dell'organizzazione ripetono incessantemente che il loro obiettivo è salvare vite umane.
In attesa che vengano alla luce eventuali errori e che sia chiarito se nella struttura c'erano o meno possibili terroristi, molte persone della zona di Kunduz e delle cittadine limitrofe rimarranno senza cure perché la struttura distrutta era l'unica che possedeva un reparto specializzato per curare le ferite fisiche e psicologiche della guerra.


Che sia colpa di un errore umano nella valutazione degli obiettivi da colpire o colpa di terroristi che si erano infiltrati nella struttura, a pagare il prezzo più alto sono sempre i più deboli e indifesi che cercavano solamente cure adeguate ai traumi della guerra.


(6 ottobre 2015)


Prima Pagina on line (www.primapaginaonline.org) - Testata registrata al Tribunale di Bologna, pr. n. 8292 del 06/03/2013. Sito progettato da Templateism.com Copyright © 2011

Powered by Blogger.