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Le elezioni in Portogallo e la grande voglia di abbandonare l’austerity

Oggi in Portogallo ci sono le elezioni per il nuovo governo del Paese; la sfida è soprattutto tra la coalizione di centrodestra del presidente uscente Passos Coelho e il Partito Socialista guidato dall’ex sindaco di Lisbona Antonio Costa.
Chiunque uscirà vincitore dalla sfida elettorale dovrà confrontarsi con un popolo stremato da anni di austerità imposta dai creditori internazionali che non vedono l’ora che siano finalmente attuate politiche espansive per quanto riguarda stipendi, pensioni e occupazione. 


Quando Passos Coelho è salito al potere nel 2011 il Portogallo era sull’orlo del baratro economico con le casse statali quasi vuote e un tasso di disoccupazione ai massimi storici; inoltre il suo predecessore Socrates era stato appena incriminato per corruzione e affari illeciti e questo aveva ridotto ai minimi termini la fiducia dei portoghesi nella politica. Durante il mandato di Coelho i creditori internazionali e le grandi banche di investimento hanno obbligato il governo a varare misure drastiche con tagli a salari, pensioni e alle ferie pagate dei dipendenti pubblici che hanno infierito ancora di più su un popolo già sfiduciato. 


Nel maggio dello scorso anno finalmente il Paese è uscito dal programma di aiuti internazionali e sembra che, seppur molto lentamente, stia cominciando ad imboccare la strada della ripresa e della fine dell’austerità. È proprio la fine delle misure di austerità che il popolo portoghese chiederà al nuovo governo; in molti sperano di vedere il loro stipendio aumentare e di non essere costretti a fare altri sacrifici. 


Antonio Costa ha sempre criticato fortemente il governo attuale e ha promesso che, se sarà lui ad uscire vincitore dalle urne, metterà subito fine all’austerità e rinegozierà l’intero debito portoghese anche a costo di mettere in discussione il rapporto del Portogallo con l’Unione Europea. I socialisti non hanno mai accettato le politiche restrittive imposte dalle istituzioni internazionali al governo di Lisbona e si dicono pronti a ridiscutere il ruolo del Portogallo sulla scena internazionale per non essere più sottomessi a ingerenze esterne. 
Gli ultimi sondaggi danno la coalizione di centrodestra in leggero vantaggio, ma gli indecisi e gli astensionisti giocheranno un ruolo chiave nel decretare la vittoria di una o dell’altra parte; chiunque vinca avrà il gravoso compito di traghettare il Portogallo definitivamente fuori dalla recessione e di consolidare la ripresa.  


(4 ottobre 2015)



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