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Le responsabilità per il disastro del volo MH17

È passato più di un anno da quando il volo della compagnia di bandiera malese Malaysia Airlines registrato come MH17 è stato abbattuto nei cieli del Donbass, forse da un missile di fabbricazione russa usato dai ribelli nella loro lotta per l'indipendenza dal governo di Kiev. A bordo dell'aereo al momento dell'abbattimento c'erano ben 298 persone, moltissime donne e bambini, partiti da Amsterdam per quella che doveva essere una bella vacanza in estremo Oriente.


Il missile squarciò quasi completamente la cabina di pilotaggio e non ci fu scampo per i passeggeri ed i membri dell'equipaggio; l'aereo precipitò con un fragoroso boato scavando un enorme cratere nel terreno e pezzi di fusoliera insieme ad oggetti personali delle persone a bordo furono scagliati per chilometri nella campagna circostante.
Ancora oggi continua il penoso rimpallo di responsabilità tra Russia, Ucraina e le autorità delle autoproclamate repubbliche del Donbass; tutti si accusano a vicenda e le indagini sono continuamente interrotte ed ostacolate.


Per il governo di Mosca la responsabilità dell'accaduto è interamente del governo ucraino che, sapendo della pericolosità di quell'area del Paese, avrebbe dovuto da subito diramare a livello globale un divieto di sorvolo per tutti gli aerei civili. Da Kiev le accuse vengono rispedite al mittente; per gli ucraini sono stati i militari russi ad abbattere l'aereo malese, visto che le poche tracce catalogabili del missile rimandano chiaramente alla tecnologia russa. Da parte loro le autorità delle repubbliche ribelli fanno sapere di non avere niente a che fare con il disastro del volo MH17, anche se quasi subito la responsabilità era stata attribuita ad alcune frange armate dei separatisti filorussi.
La Commissione istituita dal governo olandese apposta per far luce sulla faccenda chiede alla Russia più trasparenza e di divulgare le informazioni in suo possesso, visto che tanti dettagli non sono ancora stati chiariti del tutto. Viene chiesto anche di passare il caso ad un tribunale internazionale sotto l'egida delle Nazioni Unite, nonostante il governo di Mosca continui ad opporsi fermamente a questa proposta. Il Ministro degli Esteri ucraino, invece, ha dichiarato che non si arrenderà e proporrà una nuova inchiesta internazionale per mettere la Russia di fronte alle sue responsabilità con nuove prove schiaccianti.


I parenti delle vittime non ce la fanno più ad assistere a questo rimpallo di responsabilità e chiedono solamente giustizia per i loro cari, abbattuti in un vile attentato i cui colpevoli sono ancora impuniti dopo più di un anno.


(15 ottobre 2015)
  

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