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Milano Fashion Week settembre 2015: tutte le tendenze P/E 2016 viste in passerella

Femminile, inaspettata, carismatica e individualista, la moda donna primavera-estate 2016 parla un linguaggio nuovo e complesso che declina lo stile secondo attitudini e ispirazioni differenti, lasciando che il pensiero creativo prenda forma in abiti e dettagli dall'architettura composita, studiata per far emergere le personalità più dissonanti. Ogni outfit sembra essere stato creato ad arte a valorizzare il corpo delle modelle, ognuna con un fascino ed un'avvenenza diversa, proprio come le donne di oggigiorno: cosmopolite e uniche nella loro soggettività.

Photo Credits: www.milanomodadonna.it

Così l'apparenza lascia il posto all'essenza e la semplicità si traduce in eclettismo, unico fil rouge di questo itinerario di stile che passa attraverso le vie inconsuete di accostamenti materici e degradé cromatici. Chicca Lualdi, quindi, apre la settimana della moda milanese con una nuova “dichiarazione di stile” che punta su qualità ed essenza per decifrare la creatività moderna secondo i paradigmi della maestria sartoriale e dell'equilibrio. Buon gusto senza eccessi, rifiutando il lusso estremo per la ricerca di una dimensione più vera, attuale, che non sacrifichi la funzionalità in nome di un'estrema femminilità. Linee grafiche nette e volumi anni '60 rimandano al design di Gio Ponti, l'ispirazione. Materiali poveri, come la juta, sono assemblati insieme ai più preziosi, come la seta, e ancora, ricami, applicazioni e acquerelli di colore, il tutto a definire una collezione lavorata quanto sobria in cui i dettagli couture si fondono con un’allure sporty-chic.


Essenzialità e sartorialità sono i canoni ribaditi con eleganza classica anche da Armani. Re Giorgio sceglie silhouette vagamente maschili ma aggraziate per i completi con giacche corte e pantaloni a sigaretta di Emporio Armani. I colori sono tenui e dolci, dall’azzurro al rosa e arancio. Accenni di modernismo si percepiscono nelle lavorazioni che guardano all'oriente con bordi interni, cuciture laser e colletti simil coreana, mentre la prima linea, Giorgio Armani, disegna silhouette fluide e delicate rese però accattivanti da trasparenze sensuali e sorprendenti, con colori passionali come il rosso ed il nero.
Sexy e graziose allo stesso tempo sono anche le creazioni firmate Gucci e Alberta Ferretti (colori: celeste, rosa, arancione, giallo, rosso, verde, viola, bianco, oro e nero).


Abiti gipsy, ruches, stampe a fiori o wallpaper sui completi, tuniche corte e camicie col fiocco sono gli elementi caratterizzanti della donna di Alessandro Michele per Gucci. Lo stilista indaga tra retaggi vintage e intuizioni moderne per immortalare una nuova concezione di bellezza, più bohemién e meno chic. Sfiziosissimi gli accessori, soprattutto le t-shoes con il tacco alto, le babbucce e le borse a mano gioiello; nonché i decori con serpenti, pavoni e pappagalli in paillettes e perline.
Mise dal fascino bucolico per Alberta Ferretti che si lascia andare a mix materici di camoscio e chiffon per realizzare tuniche di ispirazione sahariana e long dress con top ricamati crochet.
Sapori etnici per Leitmotiv, che osserva le distese sabbiose e i cactus dell'Arizona per dar vita a look surreali. I modelli si distinguono per il cocktail di colori e le stampe caleidoscopiche; i ricami sono stravaganti e ritraggono gorilla insieme a cavallucci marini, e primule che sbocciano da conchiglie, soggetti di un mondo fatato a cui un'installazione con fiori e piante giganti fa da cornice (“Green Dream, Print Plant” dell'olandese Wandschappen).


Il romanticismo, invece, è protagonista da Ferragamo, che non rinuncia a corpetti, fusciacche, volant, fiocchi e bijoux di perle per creare figure neoclassiche con simmetrie dal taglio deciso ed il carattere dolce. Gli abiti sono lunghi e fluidi, i pantaloni in nappa e morbidi. I soprabiti sono ricchi di applicazioni in pelliccia e piume, il che smorza il rigore delle geometrie perfette creando un movimento amabile. Non mancano le righe, motivo storico della tradizione della maison, disposte orizzontalmente sui top e verticalmente sulle balze, mentre sulle scarpe, rigorosamente basse, si traducono in fasce da allacciare alla caviglia.
Non è da meno Karl Lagerfeld per Fendi, che sceglie anch'esso il sentimentalismo romantico e fedele all'artigianalità e alla ricerca stilistica interpreta la donna P/E 2016 in chiave edgy-noir. La pelliccia rimane leitmotiv del marchio insieme alla pelle, e viene abbinata a tessuti jacquard finemente abbelliti con intarsi lussuosi, floreali o intrecciati. Le silhouette sono aderenti in vita e i volumi bilanciati dagli sbuffi delle maniche, delle minigonne e dei pantaloncini. Rosso, blu, bianco, nero, porpora e verde i colori principali, in versione total o tono su tono.
Armonie floreali e richiami zen sono i pattern di Les Copains by Stefania Bandiera che gioca sui contrasti di volume, bianco e nero, tradizione e modernismo, per rappresentare una donna devota alla cultura, che si divide tra arte, viaggi ed eventi glamour alla scoperta di tutti gli orizzonti della bellezza contemporanea. Capi casual e sportivi sono sapientemente combinati a gonne ampie e asimmetriche e pantaloni dalla tattilità liquida. L'immagine che si crea è quella di una geisha moderna dallo stile raffinato, impreziosito da interessanti tocchi d'oriente. Bellissimi i sandali alla schiava con fasce.
Eleganza poetica e sensibilità a testimonianza di una storia millenaria anche per il marchio cinese La Koradior che attinge ai paesaggi naturali e alle tecnologie del Sol Levante per creare abiti freschi e sinuosi dal design internazionale.
Contrasti ed artifici di volumi sono i motivi guida anche di Emilio Pucci e N°21.
Il primo sovrappone decori pop a tessuti preziosi creando abiti dal mood stimolante che rileggono gli elementi propri dello storico brand con stile intuitivo e attuale, così i classici foulard si trasformano in abiti rock-mantic da annodare al corpo, ricchi di borchie e perline. Il secondo, invece, guarda a Corinne Day e all'arte di Tina Modotti per estrapolare i contenuti di una nuova estetica fatta di dicotomie, come il maschile ed il femminile, le t-shirt sotto abiti di pizzo, la camicia bianca e minimal abbinata a sottovesti con ruches e trasparenze sensuali. Il tailleur è uno dei capi di punta, leggero e sofisticato si indossa nella versione coordinato pigiama.
Non così per Prada che al sincronismo degli indumenti preferisce la disorganizzazione e reinventa la classe con un imprinting tutto personale. Miuccia guarda al periodo post industriale con un’attitudine punkish quasi dissacrante. I completi sono destrutturati con profili a contrasto. Le gonne sono kilt costruite attraverso pannelli sovrapposti. I trench sono sbarazzini, in organza abbellita con palettes e jais, e si lasciano andare a trasparenze tecniche alternate a materiali opachi. Tra gli accessori spiccano i sandali con fasce dorate.
Ritorno alle origini per Fausto Puglisi e Francesco Scognamiglio.
Il primo, forte delle sue radici siciliane, guarda alle architetture di chiese e palazzi avvolgendo i corpi delle modelle in abiti, mini o lunghi, dai drappeggi sinuosi. Il mare è presente nelle conchiglie cangianti applicate a formare uno scudo che si alterna a spacchi mozzafiato che lasciano tutto all'immaginazione. Immancabili: i tessuti liquidi e lucenti (gonne e giacche), i grafismi, il block color e le cinture scultura che evocano i red carpet hollywoodiani. Di grande tendenza i camperos: originali e rockeggianti con decori barocchi e opulenti sulle sfumature dell'oro.
Il secondo si ispira al Cristo Velato della Cappella di San Severo a Napoli per dar vita ad abiti lingerie, vaporosi e signorili, rifiniti da languide trasparenze e ruches di chiffon. Di gran classe le stampe degli stucchi dei palazzi partenopei riportati su mikado di seta.
Attinge al mondo dell'intimo anche il maestro Ermanno Scervino, che non si risparmia e punta sulla qualità più alta delle lavorazioni made in Italy per creare vestiti scultura ultra femminili che nulla hanno da invidiare alle opere haute-couture. Veli sovrapposti di chiffon e organza lasciano spazio sulla passerella anche a tute stile safari e spolverini dal taglio maschile strutturati secondo più livelli di tessuto, come quelli in pashmina doppiata con pizzo, rafia, canvas laserato e organza foggia militare. Le stampe sono floreali con punte color rosso fuoco su fondi di macramé. La maglieria è oversize. Per gli accessori si punta su babbucce marocchine finemente ricamate e sandali dalle nuances neutre.
Il glamour degli anni '80 risente di influenze indie boho chic nella collezione esordio di Peter Dundas per Roberto Cavalli. L'immagine che traspare è quella di una donna nuova, scevra dagli schemi della seduzione e libera di vestire secondo gli umori che scandiscono le giornate. I look sono freschi e veloci, meno studiati, più improvvisati. L'animaliér da femme fatàl lascia il posto al denim tie-dyed cucito a strati, per donne grintose dall'animo grunge.
Freschezza ed esuberanza sono anche le password di lettura della nuova Fresh Couture di Moschino. Jeremy Scott, visionario e umorista, questa volta ambienta il suo show in un Car Wash degli anni '80 e fa riviere i cult stilistici di quegli anni, come le pallettes e le piume. in un cantiere di lavori in corso. Così cartelli segnaletici, birilli, ed elmetti gialli, diventano gli accessori must-have di una nuova linea a edizione limitata già disponibile nei negozi, e gli abiti vitaminici prendono forma in look dalla modernità disarmante.
Colori psichedelici e glamour eighties anche per i gemelli Dsquared2 che, coerenti con la linea presentata durante la moda uomo, propongono sexy surfiste dalla fisicità prorompente, strette in crop-top fluo, vestitini scuba e pantaloni di neoprene coperti da cascate di scintillanti cristalli e paillettes composti in disegni tropicali.
Rock allo stato puro, invece, per Philipp Plein che gioca con iconografie della musica, sexy shorts di pelle e jeans strappati per vestire le sue groupie dell'era 2.1. Superfici laminate, riflessi argentei, gonne di tulle o a mo' di tutù in piume, e ancora borchie e spille da balia gioiello, nonché la forte predominanza del nero, sono i valori più evidenti di questa collezione punk, la cui madrina d'eccezione è stata la cantante Courtney Love, ex moglie di Kurt Cobain, che si è esibita in un'esilarante performance live durante il party post sfilata.



Versace celebra la forza delle donne con una collezione sportiva e intrigante, adatta ad una donna viaggiatrice che affronta quotidianamente le peripezie della giungla urbana. Non manca il glamour, l'aggressività graffiante di una medusa pronta a ruggire, i tacchi alti e platform, il nero. Tuttavia c'è spazio anche per nuove tendenze ispirate al mondo del safari, con stampe animalièr in colori pop, smoking con caban e gonne lunghe, cerature bouclé effetto rafia, e giacche stile militar che non mortificano il corpo delle donne ma anzi lo valorizzano grazie alla facile portabilità. La canzone Transition by Violet and Friends fa da colonna sonora e omaggia le iniziative sociali nella moda, come la donazione fatta da Donatella all'organizzazione Equality now.
Innovazione e sperimentazione sono le parabole di Gabriele Colangelo e Marni. Colangelo progetta una collezione dalle linee pure e minimali in cui il velluto è il materiale più importante e crea interessanti effetti chiaro-scuro poi ripresi in mix materici di altra natura (canvas di cotone e seta cinzita, organza opaca e il kente africano). Le gonne sono midi, le camicie lunghe, i cappotti edgy, per creare silhouette allungate. A questo effetto contribuisce anche l'ampio uso delle righe, della kidassia tagliata a strisce da applicare sui diversi indumenti e sugli accessori, e delle microplissettature. Marni, dal canto suo, opta per un sostanzialismo meno rigoroso e sovversivo, osando con geometrie astratte, fantasie floreali o pois, e tuniche dal taglio monacale per creare una nuova visione dello stile punk, che rifugge la smoderatezza e punta sul garbo. Gli abiti sono fluttuanti e la t-shirt si indossa sotto gli stessi, soprattutto le tuniche. I colori sono primari e neutri, con ampio uso del bianco. Le scarpe con tacco comodo e non troppo alto.



Un viaggio griffato alla scoperta delle meraviglie culturali italiane e del made in Italy scandiscono i tratti salienti della nuova collezione primavera estate 2016 firmata Dolce & Gabbana. La passerella ricostruisce lo scorcio di una via di paese della Sicilia: un fruttivendolo, un teatrino di pupi, un negozio di souvenir, ed un ristorante con tavoli apparecchiati regalano la scenografia perfetta per uno show tutto italiano, che racconta la moda del Bel Paese attraverso gli occhi di chi lo visita e stima. Le modelle si lasciano andare a selfie divertenti come se fossero turiste spensierate catturate dalla suggestione dei luoghi intorno a loro. È il “neorealismo digitale” che avanza nell'era del progresso senza soffocare i retaggi di quello che fu, e il tributo all' “italianità” diventa un tam tam social che sorprende e diverte rimanendo immortalato nell'istantanea di uno smartphone. L'allegria dei colori, i pupi, i limoni, i carretti siciliani, le gondole veneziane, la torre di Pisa, il Colosseo, le parole impresse sui tubini ed i top…ogni stampa, ogni dettaglio racchiude il senso più profondo dell'essere italiani. E tra accessori gioiello tracotanti di opulenza, pizzi sensuali, pois, broccati e drappeggi, quello che resta è la capacità di sorprendersi davanti ad uno spettacolo che porta in scena quello che abbiamo sotto gli occhi ogni giorno e spesso ci dimentichiamo di apprezzare. “Abbiamo il paese più bello del mondo spesso non apprezzato e volevamo ricordare a tutti cosa e come siamo”, hanno spiegato fieri i due stilisti.


Dall'Italia si va oltreoceano, negli Stati Uniti, dove i lavori del fotografo Slim Aarons suscitano la curiosità di Vivetta, che scruta le immagini dei protagonisti del jet set degli anni '60 per trovare gli spunti più adatti alla nuova collezione. I fregi di ispirazione ellenica tipici delle ville hollywoodiane di quei tempi, vengono riproposti come ricami delle camicie e dei vestiti in piquet, insieme ai soggetti più cari alla designer come il gatto, i colletti, e i fumetti. I colori sono vivaci come il verde, il giallo e il celeste. Abiti a trapezio con gonne sopra il ginocchio diventano sbarazzini con le applicazioni di fiori, e i materiali sono eterogenei: crêpe de chine e doppia organza di seta per gli abiti da sera stile Dolce Vita; fresco di lana per le giacche gessate dal profilo maschile, da portare su pantaloni culotte.


(4 ottobre 2015)



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