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Settimana della Moda Donna P/E 2016: i brand emergenti conquistano Milano

La settimana della moda di Milano ha portato in scena come di consueto tutte le novità più trendy che saremo prossimi vedere nelle vetrine delle boutique, o per le strade, indossate dalle fashioniste sempre all'avanguardia.
Le proposte primavera-estate 2016 delle grandi Maison sono all'insegna dell'ecclettismo, e tra gonne lunghe e vaporose, giubbotti tempestati di cristalli e borchie, fuseaux multicolor in stile eighties, e casacche dal taglio monacale, a regnare è sicuramente la capacità di ogni marchio di interpretare i desideri delle donne moderne rimanendo fedeli ai propri valori stilistici. E se le grandi firme giocano su mix materici inconsueti, trasparenze e stampe ad effetto per rielaborare i canoni classici dell'eleganza secondo rivisitate regole di stile, gli emergenti puntano sull'originalità inequivocabile dell'estro al fine di esprimere al meglio genialità e spirito imprenditoriale.

Foto credits: Au Jour Le Jour di Camera della Moda
Tra i talenti spiccano gli oramai veterani Mirko Fontana e Diego Marquez di Au Jour Le Jour e l'esordiente Daizy Shely. I primi coinvolgono un iconico detersivo, il Dash, e lo rendono protagonista di un'esilarante sfilata di moda. Le macchie di colore che dilagano sugli abitini glitterati, sulle canotte, sui bomberini e perfino sugli stivali, diventano la trovata glamour per lanciare un nuovo leitmotiv, così che laddove “Au Jour Le Jour sporca... Dash pulisce”. 


Le stampe, immancabile tocco pop che ha consacrato il duo al mondo del fashion, hanno la forma di tazzine da cui si riversa il caffè creando curiosi effetti camouflage, di uova rotte, ketchup rovesciato e siringhe che spruzzano sangue da coprire con i cerotti. I tessuti sono ricercati e vari, dal denim all'organza di seta, dal cotone di panama a diversi tipi di crepe e il sangallo traforato. I ricami sono minuziosi e per lo più realizzati in perline e paillettes dalle dimensioni sia micro che macro. Gli accessori definiscono il mood sperimentale e tecnico della collezione con cuissard a tubo e sandali slingback abbinati alle pochette, nonché bijoux, shopping bag e clutch che rappresentano tutte le icone più cult. Il risultato si riassume in look energici e attualissimi, studiati per donne dalla femminilità frizzante che non rinunciano ad un tocco di glam rock.

Daizy Shely di Camera della Moda
Daizy Shely si ispira a istantanee di stabilimenti balneari e distese di fiori fotografate dall'alto per raccontare la sua moda eccentrica e colorata attraverso una prospettiva del tutto singolare. Abiti corti e svasati dall'appeal anni '80 si alternano a gonne voluminose e piumate, come il cappotto con inserti di marabù. Paillettes iridescenti illuminano completi dalle giacche corte e maschili su pantaloncini cortissimi. La camicia da uomo viene rielaborata in mise sexy ed estrose che la vedono abbinata ad una maxi gonna trasparente o trasformata in un abito a balze. Stampe tartan e illustrazioni floreali si mescolano in mash-up grafici dal mood artistico su un abito elegante senza spalline. Variazioni di colore e volumi, quindi, descrivono una collezione giovane dalla sensualità anticonformista.
Di genere opposto, la linea P/E 2016 di Daniela Gregis, stilista dedita alla natura e all'arte, che fa rivivere la campagna nelle sue creazioni. Così la provocazione vista in Daizy lascia il posto ad uno stile rilassato e un po’ bohemién che abbina casacche e gonne a campana di ispirazione 60s, maglie a trama fine e salopette, camicie stropicciate e capelli da fattore. I colori sono intensi e prevalgono i primari, nella versione total o a pennellate. Le stampe propongono quadri e polka dots, mentre i tessuti richiamano le tele rustiche degli abiti da lavoro nei campi. Anche le borse sono in fibra grezza e paglia.


La settimana del fashion è stata poi un palcoscenico prestigioso anche per i giovanissimi. Alcuni studenti degli istituti di moda più rinomati hanno avuto l'opportunità di sfilare davanti ad un pubblico di esperti del settore presentando i loro lavori su una vera passerella. A testimonianza del sodalizio sempre più stretto tra saper fare italiano e panorama internazionale, l'istituto Marangoni, in occasione della serata di apertura delle sfilate milanesi, la Vogue Fashion Night Out del 22 settembre, ha organizzato uno show sensazionale che ha visto protagonisti i modelli realizzati da 16 tra i migliori designer provenienti dalle sedi di Milano, Londra, Parigi e Shangai. La scuola, che si occupa di formazione nella moda dal 1935, ha formato negli anni molti tra i più famosi nomi nel campo del design e dello styling, e ha deciso di celebrare 80 anni di successi con un evento dedicato ai giovani e alla forza dell'ingegno. Il tema “Fashion Warrior” è stato infatti un invito alle nuove generazioni di creativi a lottare per il proprio futuro nella consapevolezza che il loro talento, se coltivato con passione e sforzo, porterà al trionfo.

HuiYang LU di Istituto Marangoni
Tra gli studenti che si sono esibiti, due della scuola di Milano si sono distinti per performance ed eleganza. La prima è HuiYang LU, nominata “The Best 80th Womenswear Warrior” grazie all’approccio tailoring e un sapiente mix di tessuti avant-garde. Il secondo, Marco Fusato, si è fatto notare per la grazia e l'abilità di costruire silhouette dall'architettura mobile e un po' mannish con uno stile contemporaneo che piace e compiace. Dopo lo show, i 300 ospiti hanno potuto apprezzare i progetti degli studenti relativi alla moda e all'interior design nella mostra allestita per la celebrazione.

Shelly Jin di Shelly Jin FB
Sempre dalla Marangoni, infine, è uscita un'altra promettente firma del fashion system internazionale: Shelly Jin. Cinese di nascita e milanese d'adozione, la designer ha lasciato presto Hong Kong dove si è laureata al Politecnico alla volta della capitale italiana della moda, dove ha frequentato due master. Visionaria ed esteta, Shelly compone e scompone le forme per creare modelli dall'attitudine chic con una forte impronta artistica ispirata al cubismo contemporaneo e un inconfondibile tocco d’Oriente. I raffinati capi sono stati realizzati con tessuti naturali rispettando così l'ambiente che ci circonda.



(7 ottobre 2015)



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