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Sugli effetti dell’amore e dell’alcol: le somiglianze

Di amore si parla continuamente. Sull’amore – e sulla sua potenza, formidabile quanto potenzialmente pericolosa, senza dubbio smisurata – si basano i più celebri romanzi, le più conosciute canzoni, le citazioni più sagge e i post più visualizzati. Riunisce tutti, perché non importa quanti anni si abbiano, quanto ci si ritiene forti, quanto si sappia scappare dalle situazioni rovinose… tutti, almeno una volta nella vita – e su quella volta, non si ha alcun dubbio, potrebbe essere scritto un libro – si sono sentiti persi, piccoli, confusi dinanzi a un sentimento – quel sentimento! – che non lascia scampo: e allora via di farfalle nello stomaco, di messaggi bagnati di pianto lasciati nelle segreterie inascoltati o appesi allegramente in un frigo di fretta la mattina, di lacrime e risa, di tachicardia, di cuori spezzati o matrimoni.


Funesto come una calamità naturale, impercettibile come il volo di una farfalla: l’amore quando arriva – e arriva in punta di piedi, discreto e silenzioso – non lascia scampo. Ma come mai ci si sente così?


In un’epoca tutta scientifica, nella quale – giustamente – se non ci sono delle spiegazioni serie – di quelle che solo gli scienziati nel loro camice immacolato e nella loro autorevole e distinta immagine di onniscienza – nulla si crede, è necessario che si sveli il meccanismo dell’amore. Ora, tutti o quasi sanno che l’ormone dell’amore è l’ossitocina; questo ormone, prodotto dall’ipotalamo, è necessario per cementare i rapporti madre-figlio e gioca un ruolo chiave nelle relazioni sociali. Stress, paura e ansia vengono sminuiti da questo ormone, presente in modo massiccio durante il processo dell’innamoramento, e questo fa sì che si sia meno inibiti di fronte a situazioni solitamente viste con angoscia – come ad esempio flirtare, o fare la prima mossa.


Ma i ricercatori dell’Università di Birmingham (Gran Bretagna) hanno notato delle uguaglianze – tanto marcate da non poter essere considerate casuali – tra l’effetto dell’ossitocina e quello dell’alcol sul corpo umano. Le due sostanze sembrano intercettare recettori differenti nel cervello, ma agiscono in modo simile sui recettori del GABA nella corteccia prefrontale e nelle strutture limbiche – secondo quanto afferma Ian Mitchell, uno degli studiosi. Alcol e ossitocina possono far sembrare meno spaventose alcune situazioni sociali – colloqui di lavoro o prime uscite, ad esempio. Allo stesso tempo entrambi provocano suscettibilità e aggressività, rivelandosi un’arma a doppio taglio. Aumentano, inoltre, le capacità in noi stessi, provocando potenziali rischi inutili. Be’ d’altronde tutti mi potranno dare ragione: essere innamorati è un po’ come essere ubriachi.


(21 ottobre 2015)



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