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The beginner's guide: il gioco che vuoi capire

Davey Wreden è un ragazzo come tanti; le interviste successive all'uscita della sua prima opera, The Stanley Parable, lo mostrano sorridente e pieno di entusiasmo. Ne potete trovare a decine in giro per la rete. Come dice lui stesso, l'interesse che il suo lavoro ha scatenato è stata una sorpresa.


Davey iniziò a dire di sì a tutti, a partecipare a qualsiasi intervista, a leggere qualsiasi messaggio. Privo di filtri, il rapporto con il pubblico ha avuto le sue conseguenze: le e-mail dei fan erano piene di dettagli personali e Davey assorbiva tutto. Il riconoscimento del proprio talento era diventato fondamentale, accompagnato però dal timore di non essere mai abbastanza bravo. Quando i riflettori si sono spenti, Davey è rimasto solo con le sue insicurezze ed è crollato. Depressione, alcolismo e isolamento hanno riempito le sue giornate.


Di certo, il periodo successivo all'uscita di The Stanley Parable lo ha portato a maturare. Lo scopo di un creatore di videogiochi, in fondo, è quello di produrre qualcosa che il pubblico apprezzi. Lui c'era riuscito, eppure non gli bastava.
Da quel momento sono passati un paio d'anni. Finalmente, il primo ottobre 2015 è uscito il secondo gioco di Davey: The beginner's guide (La guida del principiante). Le aspettative erano alte e pare siano state ampiamente soddisfatte. Il pubblico che ha amato il primo gioco, infatti, desiderava ripetere l'esperienza e trovarsi fra le mani un prodotto originale, particolare e significativo. Forse proprio questo ha contribuito ad orientare Davey nella scelta dei temi da trattare.
È difficile, infatti, definire The beginner's guide: si tratta di un videogame o di una storia interattiva? Il giocatore si trova ad essere più che altro uno spettatore, a seguire una narrazione. È quel tipo di prodotto che spinge a preparare un bel tè caldo e lasciarsi trasportare dalla voce narrante, appartenente allo stesso Davey che si trasforma in personaggio del proprio gioco.



Al centro c'è il suo rapporto con Coda, un giovane programmatore che crea videogiochi per diletto. Il narratore ci guida quindi all'interno di queste opere, parlando del loro significato e della sua interpretazione: le prime, molto semplici, non colpiscono in modo particolare. Man mano, però, si inizia a capire che tutto ruota intorno al rapporto fra Davey e Coda. Chi ha in mano il controller o la tastiera prova un vero e proprio disagio: la maggior parte di chi ha giocato il titolo dice di averlo concluso in una sola sessione con il fiato sospeso e di essere arrivato alla fine sentendosi pieno di emozione.
Non si tratta di un prodotto per tutti: provandolo ho avuto la sensazione di trovarmi di fronte a qualcosa di molto diverso rispetto ad un normale videogioco. È una vera e propria opera, tutta da interpretare. E proprio l'analisi del suo significato tiene alto l'interesse tra i fan, che già affollano le bacheche dei social per condividere le loro teorie.
Qualcuno sostiene che il messaggio riguardi il sentire dell'artista, che dopo aver creato consegna il frutto del suo lavoro al pubblico e, facendolo, finisce per venire frainteso. Altri vedono parallelismi con la situazione del vero Davey, e collegano il lato più dark della storia al difficile rapporto tra la sua parte razionale ed entusiasta del successo e quella più genuinamente creativa. Altri ancora, notando che il narratore è proprio Davey, hanno creduto che Coda esista davvero e si sono detti scandalizzati per la condivisione dei suoi giochi.


The beginner's guide è uscito da poco tempo, ma farà discutere di sé e della possibilità che i videogiochi vadano oltre l'intrattenimento superficiale. Se volete essere testimoni di questo cambiamento e passare ore a discutere di quale significato avete assegnato alla storia, provatelo. Magari con accanto una tazza di cioccolato caldo.


Sara Gavioli
(12 ottobre 2015)



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