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Attentati a Parigi: la scelta estrema di Hasna

Fino a una settimana fa Hasna era una bella ragazza con lunghi capelli biondi che viveva nella cittadina di Saint-Denis, vicinissima a Parigi; purtroppo il suo islamismo radicale l'ha portata alla decisione di cooperare e coprire gli attentatori che venerdì scorso hanno seminato il panico nella capitale francese, fino a decidere di farsi esplodere pur di non cadere nelle mani delle forze di sicurezza d'oltralpe.


Da tempo la ragazza si era convertita all'Islam radicale e portava il velo integrale che le copriva quasi tutto il volto; si era avvicinata anche al cugino Abdelhamid Abaaoud, considerato la vera mente degli attentati che hanno colpito al cuore la Francia e tutta l'Europa.
Abaaoud era stato direttamente in Siria ed aveva conosciuto lì alcuni uomini di spicco dell'Isis che lo avrebbero a poco a poco convinto a progettare gli attacchi che venerdì scorso sono costati la vita a 129 persone indifese; la sua esperienza sul campo e le sue idee più che radicalizzate avrebbero poi convinto anche la cugina.


Nessuno sa con chiarezza cosa abbia spinto una ragazza di ventisei anni come Hasna ad abbracciare la causa del fanatismo islamista fino a diventare la prima donna a farsi esplodere in Europa, ma di certo dopo il suo folle gesto è altissimo il rischio di emulatori e soprattutto emulatrici. Quello di Hasna purtroppo non è e non sarà l'unico caso di ragazze che decidono di abbracciare la causa dello Stato islamico; anche in Italia ci sono state giovani donne che hanno abbandonato la loro tranquilla vita occidentale per andare a combattere in Siria insieme agli uomini del Califfato, basti ricordare il caso di Maria Giulia Sergio che ora si fa chiamare Fatima.
Gli islamisti radicali ed i foreign fighters non colpiscono solo gli occidentali cristiani ed ebrei, ma anche i musulmani più moderati che fanno di tutto per dissociarsi dalla violenza; in questi giorni sempre in Francia anche un musulmano moderato è stato aggredito proprio per il suo rifiuto della violenza.

In tutta Europa il rischio di nuovi attacchi rimane molto alto e, secondo il primo ministro francese Valls, non è escluso che i terroristi possano usare anche armi chimiche. Anche l'Italia è nel mirino degli estremisti e sono stati intensificati i controlli sulle aree più sensibili segnalate da un rapporto dell'FBI.



(22 novembre 2015)



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