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Erri De Luca incontra gli studenti della “Federico II” di Napoli

“Io non ho frequentato nessuna università; tutto quello che so l’ho imparato per conto mio, all’università della vita. Non rappresento nessuna autorità. Se sono qui è solo perché racconto storie”. Così lo scrittore Erri De Luca ha esordito all’incontro-dibattito che si è tenuto ieri, 4 novembre, presso la sede della facoltà di Giurisprudenza dell’Università “Federico II” di Napoli dal titolo “La parola contraria tra istigazione a delinquere e libertà di parola”.


Lo scrittore, che per due anni è stato al centro di un’inchiesta giudiziaria avviata contro di lui dalla Procura di Torino con l’accusa di istigazione a delinquere a sostegno dei movimenti “NO TAV”, è stato accolto con grande entusiasmo e calore dagli oltre quattrocento studenti che si sono ammassati nell’aula Coviello per prendere parte ad un dibattito da tempo atteso sul tema della libertà di parola. “Non mi aspettavo un’affluenza simile”, afferma con stupore e soddisfazione il prof. Salvatore Prisco, docente di Diritto e Letteratura che, assieme ai colleghi Sergio Moccia e Fulvia Abbondante, è uno degli organizzatori dell’evento.
Incontro tra studio teorico e vita concreta: questo l’obiettivo da cui è nata l’iniziativa che ha portato tra i banchi universitari uno scrittore poliedrico come Erri De Luca che, con immenso coraggio e grande fermezza, ha ieri ribadito la tanto contestata affermazione che gli è costata il processo penale da cui è stato recentemente assolto: “La TAV va sabotata”. Per anni, infatti, l’intellettuale napoletano si è battuto accanto agli abitanti della Val di Susa contro la costruzione della linea ad Alta Velocità che dovrebbe garantire il collegamento tra Torino e Lione. Tale tratta è, secondo De Luca, “inutile oltre che nociva”.


Di fatti, il vantaggio che l’Italia potrebbe trarne, stando alla sua opinione, sarebbe minimo: un risparmio sul tempo di percorrenza di meno di un’ora rispetto alla ferrovia già esistente, che andrebbe perduto dal momento in cui il punto di destinazione della TAV non è collocato al centro della città francese, ma a una distanza di ben 30 chilometri! I viaggiatori, arrivati in stazione, sarebbero quindi costretti a servirsi di bus e taxi per raggiungere il centro di Lione. Dunque, corruzione, disinformazione, calcolo economico. Queste le accuse che Erri De Luca ha rivolto contro la società contemporanea durante la conferenza, presentandosi come modello di scrittore impegnato su più fronti, dalla lotta NO TAV all’opposizione per la costruzione di un gasdotto in Puglia, dalla protesta contro lo sradicamento degli ulivi affetti da Xylella in Campania al sostegno ai pescatori che ogni giorno scendono in mare a Lampedusa per salvare vite umane, nonostante il divieto del governo.
Insomma, un intellettuale che sente i bisogni del suo popolo e che si dice pronto a levare alto il suo grido, “come un’antenna, per dare voce a quelli che non ce l’hanno”. Concorda con lo scrittore il prof. Sergio Moccia, docente di diritto penale, il quale sentenzia che il reato di istigazione a delinquere si verifica solo nel momento in cui reca danno ad un bene giuridico e, con grande ironia, aggiunge che in fondo “anche le opinioni più cattive hanno il diritto di essere espresse”.


Ma come è possibile superare la crisi di valori della società odierna? E quale via d’uscita è possibile intraprendere per avviare una concreta rinascita nazionale? A questi interrogativi, posti dai tanti studenti che hanno partecipato all’incontro con grande interesse, lo scrittore napoletano ha risposto con parole semplici ma incisive: “La cultura. Nessuno vuole capirlo, ma il nostro patrimonio artistico-culturale è il vero petrolio di questo Paese”.


Anna Rita Santabarbara
(5 novembre 2015)


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