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Esce l’album di Marco Rotelli: dieci brani pieni d’amore e di speranza

Marco Rotelli con i suoi occhioni dolci e la sua voce ferma e pulita ha attratto, attorno a sé, un nutrito numero di seguaci i quali, contando le ore e i secondi, aspettavano proprio questo momento… un momento che, d’altronde, scommetto coroni – oltre che saziare la fame di bello del suo pubblico – i sogni del già ampiamente conosciuto artista. Perché di strada ne ha fatta, e parecchia eh; perché è giovane e la devozione mostratagli già dagli ascoltatori è destinata a crescere a dismisura; perché il motore che muove le sue canzoni è il sentimento, l’amore – che sia esso per la musica, per una ragazza, per il mondo. L’album di Marco Rotelli, intitolato Il mio domani, conta dieci bellissimi componimenti poetici ed è destinato a diventare un successo.


Oltre i brani già conosciuti: Il mio domani, componimento che lo ha portato allo scoperto e che ha ricevuto infiniti consensi, scritto qualche anno fa e intriso di nostalgia e tristezza per un amore grande ma perduto; Fermeremo il tempo, il duetto che vede il binomio vincente Marco Rotelli/Deborah Iurato e racconta l’immenso di due vite che si uniscono; Vivi, scritta a più mani con gli autori musicisti Gino La Grassa e Paolo Faldi, che parla di quell’amore che ti porta a viaggiare con la mente e non solo, e Parlami… cercami, nella quale suona anche Stef Burns – lo storico chitarrista di Vasco Rossi – che narra di una coppia che sfugge alla monotonia e all’abitudine con una magia che porta in luoghi ameni, vi sono altre sei magiche canzoni.
Fragile racconta che, talvolta, ci si può sentire deboli come un petalo che vola nell’aria, o come il sole a primavera… ma basta guardare lontano, al di là del mare, per scoprire la bellezza di cui possiamo godere. La voglia di volare deve superare quella di cadere.
Mille volte me è nata, dapprima, come melodia. Con l’ausilio del suo amico, l’autore musicista Simone Sassone, Marco Rotelli ha creato, poi, il testo. Un testo che parla di un ragazzo che, tremando e fremendo, si accorge che la sua amata è mille volte lui; la paura di perderla è tanto grande che vorrebbe fosse bollata come impossibile, ma lei è via, i giorni passano e rimane solo la pioggia.


Corro distratto è definita dallo stesso autore la canzone delle emozioni. Milano è fredda, l’orologio è fermo e il tempo non passa: sono queste le sensazioni di chi vorrebbe dimenticare, di chi vorrebbe stare meglio. Ma se si ama non si scorda, non si sta meglio. Pioggia e neve si confondono con le lacrime, lui vede la sua amata ma non può averla. E allora non rimane altro che correre, distratti.
Quel brivido che sale è la canzone della rinascita, la più attuale. Vede la firma del produttore Michele Cammarota. La forza dell’amore, quella che si crede persa, talvolta, torna e si mostra a noi sotto forma di un brivido, un brivido che sale.
La canzone più bella del mondo, scritta insieme a Massimo Tornese, è un inno all’amore. La sua lei è musica, per la sua anima. Lo anima, lo ispira… le parole che vorrebbe dirle non escono dalla sua bocca innamorata, e l’unico modo per farle sapere quello che prova per lei è scriverlo, scriverlo in una canzone che, poiché porta il suo nome impresso, è la canzone più bella del mondo.
Aspettare è l’unico brano rock in un disco pop. Non ha senso aspettarsi cose passate, finite, morte, e il nostro Marco lo sa bene. Il vento, soffiando, travolge ma tutto rimane lo stesso. Quando l’amore finisce fa male, si soffre… ma bisogna andare oltre.
Capace di farci sognare a occhi aperti, è destinato a brillare.


Ma cosa pensa, il nostro Marco, riguardo questo sogno che si avvera?
Noi di Prima Pagina on line abbiamo voluto intervistarlo per voi, lettori e fans!

D) Marco, come stai vivendo questi momenti? Cosa ti aspetti dal futuro? E cosa ci dici sul disco?

R) Sto vivendo un periodo molto sereno, per la prima volta nella mia vita sta andando tutto per il verso giusto, contemporaneamente. Sono soddisfatto ed orgoglioso che dopo tanti ma tanti sacrifici stiano arrivando i primi risultati. C'è ancora tanta strada da fare me ne rendo conto, sono solo all'inizio ma sono carico. Il disco è un insieme di attimi che ho vissuto, racconta di me, dice quello che sono: un ragazzo normale a cui basta poco per essere felice. Non penso quasi mai al futuro, preferisco vivere il momento. Per il futuro ci sarà tempo.


                                                                            
Umile e talentuoso, farà tanta strada e noi lo accompagneremo nel suo cammino.



(23 novembre 2015)



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