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Ferrero come Zamparini: esonerati Zenga e Iachini

Era il 26 febbraio 2007 l’ultima volta che due allenatori di Serie A persero la panchina lo stesso giorno. All’epoca furono esonerati Zaccheroni (sulla panchina del Torino per far posto al ritorno di De Biasi) e Franco Colomba (sulla panchina del Cagliari che fece posto a Giampaolo).


Nel prossimo dizionario, alla voce “esonero”, aggiungeranno come sinonimo “Maurizio Zamparini”. L’attuale presidente del Palermo calcio, nella sua carriera ha esonerato ben 53 allenatori. In passato disse: “Iachini è il mio Jürgen Klopp”, diciamo che è finita un po’ diversamente… E pensare che il tecnico ascolano è colui che è durato di più come allenatore di una squadra di Zamparini: 776 giorni. Al suo posto è stato chiamato un allenatore che conosce già la piazza siciliana: Davide Ballardini (allenò i rosanero nella stagione 2008/2009 subentrando a Stefano Colantuono dopo la prima giornata. Centrò l’ottavo posto in campionato stabilendo il record di vittorie palermitane in una sola stagione: 17. A fine stagione decise di lasciare la guida tecnica).
Il trequartista Franco Vazquez ha twittato “È un’ingiustizia”; ora il neo-tecnico rischia di trovarsi anche lo spogliatoio spaccato.



Risaliamo lo stivale e andiamo a Genova, sponda blucerchiata. La dirigenza della Sampdoria si è stufata dei comportamenti dell’Uomo Ragno e, senza farsi troppo pregare, lo ha sollevato dall’incarico. Pare che Zenga durante questa sosta per le nazionali abbia concesso ai propri giocatori 5-6 giorni di riposo (perché lui sarebbe dovuto andare a Dubai in vacanza). Per il direttore Carlo Osti e il presidente Massimo Ferrero è stata la cosiddetta “goccia che ha fatto traboccare il vaso”. Le prime schermaglie le notammo già in estate, quando l’ormai ex allenatore della Sampdoria si oppose al ritorno in maglia blucerchiata del “talento di Bari vecchia”, ma Cassano approdò comunque alla sua corte. L’eliminazione dai preliminari di Europa League (a causa dei modesti serbi del Vojvodina) è un altro punto cruciale del suo esonero. A prendere il posto di Zenga è arrivato Vincenzo Montella.



Menzione speciale per Andrea Mandorlini (tecnico dell’Hellas Verona) che, nonostante il penultimo posto in classifica, è riuscito a “salvare” la panchina.

Come la penso: tre (buoni) motivi per non esonerare un allenatore
- Tutti questi esoneri pesano sulle casse delle società;
- Il mercato fatto in estate si è svolto sulle specifiche richieste dell’allenatore, ma se lo esonerassi? Lascerei solamente una squadra con interpreti non adatti al sistema di gioco del nuovo allenatore;
- I giocatori potrebbero non essere d’accordo con l’esonero e quindi il nuovo mister rischia di trovarsi uno spogliatoio spaccato, magari con giocatori che provano a far tornare il mister “precedente”.


Matteo Possamai
(16 novembre 2015)

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