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Francia e Russia unite contro lo Stato islamico

Mentre in tutta Parigi e nella vicinissima cittadina di Saint-Denis dalle 4:30 di questa mattina è in corso un'imponente operazione antiterrorismo per stanare e catturare tutti i responsabili della carneficina di venerdì scorso in cui già cinque persone sono state arrestate, la lotta al sedicente Stato islamico va avanti anche in Siria con raid aerei congiunti tra forze armate francesi e russe.


La Francia ha raddoppiato i suoi sforzi militari contro i miliziani islamisti dell’Isis e sta mandando una portaerei per aumentare il numero e l'intensità degli attacchi alla città di Raqqa, nel nord della Siria, considerata il vero e proprio fortino degli uomini del Califfato; lo stesso leader Al Baghdadi si nasconderebbe in questa cittadina.
La Russia sta mettendo in allerta le sue truppe già presenti nella regione e lo stesso presidente Putin ha ordinato ai suoi uomini di prestare la massima collaborazione e di aiutare il più possibile i militari francesi in arrivo. Putin si è detto molto addolorato per i fatti di Parigi e ha annunciato che farà tutto quanto in suo potere per sconfiggere definitivamente lo Stato islamico.


Mosca non nasconde che ha anche un motivo molto personale per intensificare la sua lotta al sedicente Califfato; è stato dimostrato che l'aereo pieno di turisti russi precipitato nel deserto del Sinai è stato abbattuto proprio dai miliziani islamisti, forse con una bomba nascosta sotto ad un sedile oppure in un bagaglio.
La Russia, così come la Francia, ha ricevuto numerose minacce di ritorsione proprio per i suoi sforzi contro l’Isis e i terribili fatti di Parigi hanno fatto avvicinare ancora di più i due Paesi; anche gli Stati Uniti, dopo molte divergenze, hanno avvicinato le loro posizioni il più possibile a quelle di Mosca proprio per un'azione più incisiva contro gli estremisti.


La questione, se mantenere o meno Assad al suo posto di potere in Siria, sembra superata di fronte alla carneficina di Parigi ed ai 224 morti russi sull'aereo precipitato; la guerra al terrorismo, infatti, non è una guerra convenzionale di uno Stato contro un altro, ma è una lotta che coinvolge e cambia dall'interno tutta la società perché i terroristi sono nemici subdoli che si nascondono nelle società occidentali per poi colpire all'improvviso.


(18 novembre 2015)



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