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Metrojet, il mistero dell’ennesima tragedia in volo

Un aereo di linea della compagnia Metrojet, partito dalla località egiziana di Sharm el-Sheikh e diretto a San Pietroburgo, è precipitato sul deserto del Sinai per cause ancora tutte da accertare; ci vorrà sicuramente molto tempo prima che gli investigatori possano analizzare i dati delle scatole nere. A bordo dell'aereo al momento del disastro c'erano 224 persone, tra turisti russi che tornavano a casa dopo una vacanza nella località balneare egiziana e membri dell'equipaggio, e molto probabilmente nessuno è riuscito a sopravvivere.


Gli investigatori russi ed egiziani hanno iniziato a lavorare per scoprire le cause di questa tragedia subito dopo lo schianto e sono arrivati anche esperti francesi e britannici della Airbus, la società costruttrice dell'aereo. L'ufficiale dell'aviazione russa Viktor Sorochenko, uno dei coordinatori delle indagini, ha dichiarato che la causa più probabile che ha portato l'aereo a precipitare è l’impatto con un oggetto esterno, come ad esempio un missile, lanciato da alcuni miliziani del sedicente Stato Islamico. Gli uomini del Califfato, infatti, qualche ora dopo la tragedia, avevano postato su internet un video in cui rivendicavano il disastro dicendo di avere agito come ritorsione agli attacchi dei militari russi contro le loro postazioni in Iraq e Siria. Per alcuni, tuttavia, il video della rivendicazione è poco attendibile perché non è sicuro che i guerriglieri islamisti siano in possesso e sappiano usare un sistema d'arma così sofisticato da lanciare un missile contro un aereo; è più probabile che ci possa essere stata una bomba nascosta a bordo e poi azionata a distanza.


Non si esclude neanche il maltempo perché la zona in cui volava l'areo era colpita da una forte turbolenza che avrebbe sorpreso i piloti perché molto rara sul deserto del Sinai e avrebbe provocato la perdita di controllo del velivolo e quindi lo schianto.
Una terza ipotesi avanzata è quella di carenze strutturali dell'aereo, aggravate anche da una cattiva manutenzione; sembra che il copilota, parlando al telefono con la figlia poco prima di partire, abbia espresso preoccupazioni sullo stato del velivolo e abbia lamentato una carenza di controllo.


Qualunque sia la causa del disastro, alcune compagnie come Lufthansa ed Emirates hanno deciso di sospendere i voli da-e-per l'Egitto e di evitare il sorvolo del Sinai fino a quando tutto non sarà chiarito, mentre i parenti delle vittime chiedono giustizia per i loro cari e attendono i corpi all'aeroporto di San Pietroburgo.


(3 novembre 2015)


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