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Secondo gli analisti il dollaro avrà la meglio sull'euro. Hsbc pronostica il contrario

Secondo le previsioni di diversi analisti, possiamo dire la maggior parte di essi, per il 2016 è previsto un rafforzamento del dollaro sull’euro. Tutto pare il frutto delle diverse politiche monetarie delle rispettive banche centrali. A pensarla così sono in molti ma non tutti. L’invito alla prudenza è sempre l’auspicio migliore. Gli andamenti, però, sembrano dare ragione ai primi per ora. Subito dopo le ultime parole del Governatore della Bce, Mario Draghi, a Francoforte che ha parlato della possibilità di varare “nuovi stimoli monetari” per dicembre, il cambio euro-dollaro ha ceduto un quarto di punto percentuale, scendendo ai minimi da sette mesi.


La maggior parte degli investitori ha ragione di credere che tra qualche settimana la Federal Reserve alzerà i tassi Usa e che, di risposta, la Bce potenzierà il QE europeo. A pensarla nettamente al contrario c’è lo strategist di Hsbc, David Bloom, che ha illustrato, invece una previsione controcorrente in riferimento al cambio euro-dollaro per il prossimo anno. Egli sostiene, infatti, che ad indebolirsi nei prossimi mesi sarà il dollaro. Secondo Bloom, le radici di questo scontro tra monete sarebbe riconducibile a due anni e mezzo fa quando Ben Bernanke l'allora governatore della Federal Reserve, annunciò il ritiro degli “stimoli monetari” entro l'anno. Quanto affermato avvenne realmente nel dicembre 2013.


Continua l’analista affermando che, in realtà, il dollaro potrebbe ancora guadagnare su alcune valute emergenti ma non sullo yen o sulleuro. Anzi, verso queste monete si registrerà, il prossimo anno, un indebolimento. Bloom sostiene che, fino ad adesso, il mercato si stia mostrando rialzista e cioè tutto incentrato sulla tempistica del primo aumento dei tassi in America dal 2006, ma che dopo tale evento, esso si trasformerà in ribassista, e a quel punto il tema sarà il ritmo con cui si avranno nuovi rialzi dei tassi. Il governatore Janet Yellen ha, infatti, segnalato in diverse occasioni che non è scontato che esso sia uguale a quello dell'ultima stretta, quando vi fu un incremento di 25 punti base ad ogni board.


Fuori dai tecnicismi, inevitabili quando parliamo di questi temi, ciò che interessa davvero sono le ripercussioni che questi cambi hanno sull’economia reale e la vita di tutti i giorni. Dovremmo far la spesa con le carte di credito revolving o potremo restar sereni per questo nuovo anno? Quali previsioni, alla fine, saranno le più veritiere?


(27 novembre 2015)



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