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Betlemme tra religione e rischio attentati

Betlemme è il luogo più sacro di tutti in questo periodo natalizio perché è il luogo di nascita del Cristo Salvatore ed è ovviamente meta di pellegrini che arrivano nella città israeliana da ogni parte del mondo. Il 2015 per Israele è stato un anno molto duro, in cui il Paese è stato stretto come in una morsa tra la minaccia dei terroristi del Califfo nero dell’ISIS e il riattizzarsi della guerra tra coloni israeliani e palestinesi che ha fatto temere una terza intifada. Le misure anti terrorismo per garantire a pellegrini, semplici turisti e residenti la massima sicurezza in questi giorni di festa sono state rafforzate al massimo: militari e poliziotti sono stati schierati nei luoghi più sensibili dove sarà maggiore l’afflusso di persone per assistere alle celebrazioni natalizie. Vicino alla Basilica della Natività, dove ogni anno come da tradizione il Patriarca latino celebrerà la Santa Messa di Natale, il dispositivo di sicurezza è stato ulteriormente rafforzato e ci saranno accurati controlli sui fedeli.


Nonostante le autorità, sia israeliane che palestinesi, abbiano diramato un comunicato stampa in cui invitano pellegrini e turisti a venire in Israele, e in particolare a Betlemme, quest’anno la paura di atti terroristici ha fatto rinunciare molti ad un viaggio nei luoghi sacri e ha fatto propendere per altre mete considerate più sicure; ristoratori e albergatori lamentano un brusco calo della clientela straniera. L’ondata di violenza che ha colpito Israele e i Territori palestinesi, finendo con un bilancio di 120 vittime palestinesi e 17 israeliane, non è stata certo un buon biglietto da visita da mostrare ai potenziali turisti e alcuni negozianti hanno definito quello di quest’anno come “il peggior Natale di sempre per Betlemme” in termini di mancati incassi e questo avrà certamente ripercussioni serie sul’intera economia perché il turismo è un settore di vitale importanza per il piccolo Paese mediorientale. Il Ministro del turismo palestinese, la signora Roula Ma’ayah, ha dichiarato in una intervista all’emittente Euronews: “Questo è il luogo sacro di nascita del Re della Pace, e noi vogliamo solo la pace, come in tutte le altre Nazioni del mondo. Questo è il nostro messaggio al mondo: tutto quello che ci auguriamo e che vogliamo per Natale è solo la pace, la pace e la giustizia”. Con la speranza che queste bellissime parole facciano presa nei cuori e nelle coscienze di tutti, rimane solo che augurarsi che un giorno anche in quelle terre bellissime ma martoriate dalla violenza, ci possa essere una pace vera e duratura. 

(24 dicembre 2015)

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