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EterNapoli al teatro Piccolo Bellini di Napoli

Prodotto da Teatri Uniti e Teatro Franco Parenti, Enrico Ianniello e Giuseppe Montesano portano in scena EterNapoli, tratto dal romanzo Di questa vita menzognera (Feltrinelli, 2003).
Dopo il successo ottenuto in tutta Italia, arriva al Piccolo Bellini di Napoli (fino al 13 dicembre) il monologo interpretato da Ianniello che ritorna in scena dopo l’altra trasposizione teatrale del testo Jucature di Pau Mirò, testo che presto vedremo trasportato in un film tv su Rai 3 sempre diretto ed interpretato dall’attore e regista casertano.


EterNapoli è il racconto intenso e aspro, attraverso un monologo, della saga familiare dei Negromonte, una famiglia di imprenditori napoletani senza scrupoli e dalle mani sporche che incarnano il male locale e di tutta l’Italia: il male della corruzione. Arricchitisi con il malaffare, patriarca, figli, coniugi, nipoti e cugini godono dei favori del potere grazie al sopruso. Circondati da un entourage servile e volgare vivono in un palazzo settecentesco e governano un’economia corrotta e priva di scrupoli. Il loro scopo è di trasformare Napoli in un’EterNapoli, un parco giochi, una specie di Disneyland dove tutto è di loro proprietà. Tutto ciò ricorda gli ultimi impressionanti fatti di corruzione in Italia, ecco perché lo si può definire un testo sociale.


In scena Enrico Ianniello, davvero al top della forma, presta voce e corpo a tutti i protagonisti di questo grottesco nucleo familiare dei Negromonte con le loro deliranti iniziative. Il monologo è serratissimo e crudo e senza censura mette in scena un argomento di devastante attualità, la criminalità e la corruzione a tutti i livelli, mostrando un’umanità in rovina che diventa metafora di un vuoto universale. In questo monologo fatto di voci e personaggi si rivela allo spettatore l’orrenda famiglia dei Negromonte e la loro corte di parassiti e succubi. Il progetto da loro immaginato di EterNapoli mette i brividi immaginando una città-parco giochi dove la finzione e la corruzione dominano indisturbati. 


Sembra una parodia ma non lo è, è una realtà con cui l’Italia fa i conti fin da troppo tempo. Enrico Ianniello è bravissimo con il solo cambio di postura o una lieve alterazione della voce a descrivere i vari personaggi da lui interpretati, senza mai calcare la mano e rendendo il tutto assolutamente naturale grazie anche a una scenografia scarna e buia. Il romanzo di Montesano qui narrato nel testo teatrale rappresenta il delirio moderno di un’umanità che non è più tale e che invade sempre più la nostra realtà.


(12 dicembre 2015)



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