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Fine anno tra siccità e alluvioni

Questi ultimi giorni del 2015 sono sempre più caratterizzati dal clima impazzito; in alcune parti del mondo, tra cui in Italia, non piove da quasi due mesi e i livelli di smog e polveri sottili inquinanti sono arrivati alle stelle, mentre in altre zone, come in Gran Bretagna, si susseguono tempeste e alluvioni che hanno costretto molte persone ad allontanarsi velocemente dalle loro abitazioni ormai pericolanti.


La Pianura Padana è avvolta in una cappa di smog che ha reso l'aria irrespirabile e ha costretto molte amministrazioni comunali e prendere provvedimenti di fermi e limitazioni al traffico che comunque non hanno raggiunto gli obiettivi sperati; il blocco di tre giorni a Milano non è riuscito ad abbassare il livello di polveri inquinanti, che anzi in alcune fasce orarie è addirittura aumentato.
Anche i fiumi, come il Po, sono in grave scarsità d'acqua e a Venezia alcuni canali minori sono quasi in secca; anche oltreoceano a New York e Washington D.C. le temperature sono molto al di sopra delle medie stagionali e nei parchi stanno già spuntando i primi fiori.
È la prima volta che abitanti e turisti hanno potuto fare il loro shopping natalizio negli eleganti negozi della Fifth Avenue con un abbigliamento quasi primaverile, senza preoccuparsi di sciarpe, guanti e berretti.
La California è devastata da fortissimi incendi che hanno coinvolto anche alcune abitazioni e hanno costretto le autorità ad evacuare una vasta zona; i roghi anche in questo caso sono stati favoriti dalle temperature troppo elevate per il periodo. La situazione è completamente diversa in Texas dove si sono registrate tempeste violente che hanno colpito una zona molto vasta e hanno provocato anche alcune vittime, tra cui alcuni bambini che si trovavano nella loro casa distrutta dall'uragano. Anche in Gran Bretagna, soprattutto in Scozia, le alluvioni degli ultimi giorni hanno provocato molti danni e molte persone sono state costrette ad abbandonare le loro case invase dall'acqua; molti sono stati salvati poco prima che le loro automobili fossero inghiottite dai fiumi in piena.


L'estate australe è una delle più calde mai registrate e sembra volere a tutti i costi replicare la nostra estate boreale che è stata un lungo susseguirsi di ondate di caldo di matrice africana, con temperature percepite ben oltre i 40 gradi centigradi.
Il clima di questo periodo sta dando a tutta l'umanità un avvertimento: è ora di preoccuparci veramente della salute del nostro pianeta perché gli effetti del surriscaldamento sono già qui forti e chiari e non possiamo più permetterci il lusso di aspettare. Il nostro bel pianeta azzurro ha bisogno di noi e del nostro impegno nel ridurre rifiuti ed emissioni nocive; con l'anno nuovo si spera che le misure adottate con grande clamore mediatico alla COP 21 di Parigi diventino una realtà concreta.


(31 dicembre 2015)



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