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I paesi dove non esistono le feste natalizie

Tra Babbi Natale, alberi, presepi, preparativi, decorazioni, regali e le nostre città illuminate a festa vi sono posti in cui manca questa atmosfera, anzi, viene assolutamente repressa. In alcuni paesi a maggioranza islamica è proibito festeggiare la ricorrenza del Natale e l’arrivo del nuovo anno, come nel sultanato del Brunei dove il sultano Hassanal Bolkiah ha previsto sanzioni penali per chi trasgredisce alle regole e tenta di diffondere l’uso di festeggiare il Natale tra i musulmani, in un altro stato ad alta percentuale islamica come la Somalia secondo il presidente Mohamud vanno abolite perché andrebbero contro il credo e la fede islamica.


Un'altra problematica somala è il rischio di ritorsioni da parte del gruppo terroristico Al Shabab che controllava la capitale Mogadiscio. Dal 2013 è la seconda volta che viene proibita la festa, in Somalia la maggior parte della popolazione è di religione musulmana e l’unica chiesa cattolica che esisteva è stata distrutta dal radicalismo islamico nel 2008. Tra le cose bandite in assoluto gli alberi di Natale, i canti natalizi religiosi, inviarsi biglietti d’auguri, fare addobbi con la figura di Babbo Natale ma anche simboli più prettamente religiosi come candele e croci, in altre parole tutto ciò che secondo il loro credo non rispetta la loro religione. Quindi festeggiamo anche con una consapevolezza in più: non in tutti i paesi il Natale è una festa accettata e considerata di pace visto il rischio di ritorsioni in caso si decida di festeggiarla. Il fatto che può spiegare tutto ciò è la celebrazione del Natale in quanto festa cristiana perché come sappiamo 2000 anni fa è nato a Betlemme un bambino chiamato Gesù ma che però è sconosciuto ai musulmani.

(24 dicembre 2015)

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