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L'Occidente ha armato involontariamente lo Stato islamico?

L'organizzazione umanitaria Amnesty International, da sempre molto attiva nel portare conforto e generi di prima necessità ai civili che si trovano loro malgrado a vivere in zone di guerra, ha pubblicato un rapporto in cui tenta di ricostruire come le armi arrivino nelle mani degli uomini del sedicente Califfato.


Secondo il rapporto, molte delle armi che la coalizione internazionale aveva mandato agli eserciti di Siria e Iraq sarebbero state saccheggiate dagli estremisti e sarebbero già state usate per compiere intimidazioni, rapine e omicidi di ostaggi. Le riserve delle armerie dell'esercito di Baghdad sono state rifornite dai Paesi più ricchi già a cavallo tra gli anni '70 e '80 ai tempi della guerra tra Iran e Iraq e, dopo la caduta del regime di Saddam Hussein nel 2003 e l'invasione statunitense, sono arrivate nel Paese mediorientale ben 650 mila tonnellate di munizioni, molte delle quali rimasero abbandonate senza alcun controllo.


Nel 2011 gli Stati Uniti si sono gradualmente ritirati dall'Iraq ma fino al 2013 hanno continuato a firmare lucrosissimi contratti per altre ingenti forniture di armi agli iracheni; le stesse armi sono state razziate durante le incursioni degli uomini in nero in territorio iracheno e in altri casi sono finite nelle mani di trafficanti e signori della guerra senza scrupoli.
Sempre secondo Amnesty, il Califfato si troverebbe ad avere oggi una straordinaria potenza di fuoco che gli permetterebbe di armare fino a 40mila uomini di tutto punto; nessuna organizzazione terroristica aveva mai avuto una così grande disponibilità di armamenti. Il mercato illegale delle armi è sempre fiorente e gli islamisti purtroppo lo sanno sfruttare molto bene per ottenere soldi che consentono loro di comprare altre armi e di finanziare gli attentati di cui ben conosciamo gli effetti nefasti. Sembra che anche gli attacchi di Parigi siano stati finanziati in questo modo, con il traffico di armi unito a droga, esseri umani e petrolio; i ministri delle finanze europei, insieme ad esperti di intelligence, si sono riuniti più volte negli ultimi giorni proprio per tentare di tagliare i finanziamenti ai terroristi.


Si spera che, trovando un modo per tagliare i finanziamenti allo Stato islamico, si possa anche fermare la sanguinosa scia di attentati che sta colpendo varie parti del mondo da ormai molti, troppi anni.
                                                                              

(10 dicembre 2015)

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