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Per Ermal Meta è finito il tempo delle favole

Musicista, autore di spicco di molti successi radiofonici, ma soprattutto cantante: tutto questo è Ermal Meta. Nato in Albania, la sua carriera entra nel vivo in terra italica nel 2007, quando fonda la band La fame di Camilla, la cui produzione è stata fin da subito apprezzata soprattutto dalla critica. Dopo tre anni arriva il debutto al Festival di Sanremo nella categoria Giovani coinciso con la pubblicazione del secondo dei tre album della band.


Alla carriera di leader di una band si affianca quella di autore e, soprattutto dal 2012 (dopo lo scioglimento del gruppo), sempre più artisti di spicco della musica italiana iniziano a sfornare singoli che portano la sua firma, in pochissimo tempo sempre più richiesta.
Non so ballare di Annalisa, Occhi profondi e Arriverà l'amore di Emma, Era una vita che ti stavo aspettando di Renga, Straordinario di Chiara, Io ti aspetto di Marco Mengoni, e poi ancora tanti altri brani presenti nei dischi di Francesca Michielin, Patty Pravo, Giusy Ferreri, Lorenzo Fragola e altri artisti emergenti. L'affermazione come una delle penne più delicate e sensibili della nuova musica italiana è inevitabile.


Stare dietro al successo degli altri però è sicuramente gratificante ma non appagante a 360 gradi per un artista del suo calibro. Ed ecco che allora Ermal decide di riprovarci, da solista, con un brano che potenzialmente non ha nulla da invidiare a quelli regalati ai colleghi più illustri. Odio le favole è infatti uno degli otto brani in gara nella sezione Giovani del prossimo Festival di Sanremo, scelto con convinzione in diretta televisiva dalla Commissione messa in piedi dal direttore artistico Carlo Conti.
Perché chi smette di provarci ha perso già in partenza, che il meglio per Ermal Meta debba ancora venire.

Di seguito il testo di Odio le favole:

Ti ricordi quand’eri bambino
con i sogni legati al cuscino
ti ricordi quand’eri capace
di sentirti con poco felice
e da un gesto del tutto banale
imparavi che volto avesse, l’amore
Ti ricordi le notti a parlare
e a incollare la luna nel cielo
con un dito poi farla sparire
come una sposa dietro al suo velo
di sudore, di lacrime amare
ci sembrava la cura di tutto, il sale
Per stare bene penso a te
per stare male penso a te e me
Il futuro era bellissimo per noi
ti volevo bene e forse anche di più
fuoco che non brucia e non si spegne mai
ti manco, non lo so
mi manchi e non lo sai
Scorre un fiume e assomiglia alla vita
e la nostra sembrava in salita
non è vero, era solo paura
di affrontare la parte più dura
ma per quanto difficile sia
l’ordinario con te diventava, magia
Il futuro era bellissimo per noi
ti volevo bene e forse anche di più
fuoco che non brucia e non si spegne mai
ti manco e non lo so
mi manchi e non lo sai
Io ti voglio ancora bene e pure tu
cuore che si stringe e non tradisce mai
e non ricordo come mai non ci sei più
ti manco e non lo so
mi manchi e non lo sai
Odio le favole
e il gran finale perché
quello che conta è
qualcosa per cui una fine non c’è
non ci credere
se ti dicono che
passerà da se
mi manchi e non lo sai
Il futuro era bellissimo per noi
io ti voglio ancora bene e pure tu me ne vuoi
sii felice e non dimenticarmi mai
ti manco, non lo so
mi manchi e non lo sai
Mi hai strappato l’amore di bocca

ma ogni tanto una stronza ci tocca


(2 dicembre 2015)


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