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11 settembre 2001, Inarritu: "La luce di Dio ci guida o ci acceca"?

Questa è una breve riflessione su un cortometraggio dal titolo Does God’s light guide us, or blind us? (trad. it. La luce di Dio ci guida oppure ci acceca?) del regista messicano Alejandro González Iñárritu girato all'indomani dell'attacco alle Torri Gemelle di New York l'11 settembre del 2001. Il corto ha un linguaggio estremamente moderno e disarticolato. Dal buio totale entrano suoni reali della tragedia delle Torri Gemelle. A questi frammenti si uniscono progressivamente flash di immagini, realizzando così un contrasto carico di drammaticità in un crescendo di luci e di suoni. Il corto termina nel silenzio, e compare allora sullo schermo una scritta che diviene l'emblema dell'intera pellicola: “La luce di Dio è guida o acceca?”.


Il regista Iñárritu sembra esprimere in questo suo lavoro la propria convinzione che l'evento delle Torri Gemelle vada al di là della politica, nel senso che appare come un problema di esseri umani che proiettano se stessi, le loro paure, i loro desideri in un Dio che è stato deformato a misura della propria convenienza e che viene utilizzato per giustificare le loro azioni. Questo è avvenuto sia nel mondo occidentale che in quello orientale: ritratto di un’emozione spirituale, del fanatismo, del nazionalismo e dell'interpretazione sbagliata che l'uomo ha dato alla luce di Dio, la quale più che illuminare, acceca la ragione della gente




Il regista (che completa la sua attività artistica occupandosi anche di regia teatrale e di produzione di colonne sonore per il cinema) esplora la sofferenza umana di un giorno (l'11 settembre 2001) in particolare con l’idea che il Bene, il Male e Dio sono argomenti delicati e soggettivi che riguardano entrambi i lati in gioco, cioè l'America e i terroristi islamici. Iñárritu ha affermato di considerare questo cortometraggio (episodio di 11 settembre 2001, film drammatico del 2002 composto da undici episodi diretti da undici registi differenti) come un'esperienza comune: quasi una preghiera collettiva con gli indiani Chamulas del proprio Paese poiché i Chamulas credono che si arrivi alla luce dopo un percorso di oscurità, ma solo se si è in grado di vedere e di confrontarsi con la realtà. 
L'unica immagine che il regista ha usato è quella della gente che precipita dalle Torri in fiamme come rappresentazione di Icaro nel mito greco, il quale precipita per aver voluto avvicinarsi troppo al sole accecante e ardente. Inoltre, pare che il messicano abbia usato le Torri che crollano come diretta rappresentazione metaforica della Torre di Babele nella quale ciascuno parla una lingua diversa e nessuno può comunicare con gli altri, cioè il crollo dell'idea romantica della civiltà globale


Cosa può dirci questo breve film a distanza di quasi quindici anni dall'evento descritto? Moltissimo, credo. Ma soprattutto credo che non si finirà mai di riflettere e di meditare proprio il senso, sia letterale che oscuro e profondo, del titolo: “La luce di Dio ci guida o ci acceca?”. 


Francesca Rita Rombolà
(12 gennaio 2016)

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