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Grande progetto energetico tra Cipro, Grecia e Israele

I rappresentanti dei governi di Cipro, Grecia e Israele si sono riuniti nella capitale cipriota Nicosia per accordarsi su un grandioso progetto energetico che dovrebbe portare elettricità ai tre Paesi tramite cavi sottomarini.
In ballo, insieme al progetto energetico, ci sono anche tanti altri importantissimi accordi commerciali dai quali i tre Paesi interessati trarranno sicuramente beneficio; Israele potrà vendere un po' del suo gas e tutti e tre gli Stati potranno diversificare il loro fabbisogno energetico, diminuendo la dipendenza dal gas russo.


L'importante progetto energetico darà nuovo slancio alle economie dei tre Paesi e porterà di certo nuovi importanti introiti per le casse statali e nuovi posti di lavoro; in particolare la disastrata economia greca potrà assorbire almeno una piccola parte dei tanti che ancora cercano un impiego e vedrà diminuire il suo conto energetico.
Per Israele la possibilità di vendere il suo gas è un importantissimo sbocco commerciale e il governo di Tel Aviv spera in un futuro non troppo lontano di aggiungere altri accordi commerciali che aprano ai suoi prodotti tipici nuovi mercati e nuovi sbocchi non ancora sfruttati.
Per il premier greco Tsipras questo nuovo accordo commerciale è un grande passo in avanti nel lungo cammino del risanamento dell'economia ed è una ottima occasione per rilanciare l'export di prodotti greci, che da tempo è in forte sofferenza.
Cipro vede questo accordo commerciale come un grande passo per la possibile riunificazione dell'isola perché con un’economia più solida e nuovi partner in affari la riunificazione sarebbe molto più facile e i benefici si vedrebbero in poco tempo.


I lavori cominceranno probabilmente nel 2017 e la prima cosa da fare sarà unire l'isola di Creta e la terraferma con gli stessi cavi sottomarini che serviranno in un secondo momento per unire i tre Paesi tra loro.
Prima di vedere il progetto completato, data la grandiosità dell'opera, ci vorranno anni ma nel frattempo i governi di Atene, Tel Aviv e Nicosia potrebbero approfittarne per stringere nuove alleanze e altri accordi. Tutti e tre i Paesi hanno fatto subito sapere che i nuovi accordi non devono essere letti come uno sgarbo alla Turchia, infatti non sono del tutto escluse trattative commerciali anche con il governo di Ankara.


(29 gennaio 2016)



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