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Il discorso di Obama sullo stato dell'Unione

Il presidente degli Stati Uniti d'America Obama ha tenuto a Washington il tradizionale discorso sullo stato dell'Unione: il discorso di quest'anno è stato un vero e proprio bilancio di tutte le cose fatte e non fatte in questi sette anni di presidenza. Il Presidente ha voluto fare un bilancio degli obiettivi raggiunti e di quelli secondo lui ancora da raggiungere e non ha risparmiato critiche all'opposizione repubblicana, accusata di avergli messo i bastoni tra le ruote solo per interesse di partito e di non guardare il bene comune.


Obama ha cominciato il suo discorso con una frase forte, adatta a scuotere gli animi dei presenti e a sensibilizzare l'opinione pubblica sui crescenti episodi di razzismo e intolleranza: “Quando i politici insultano i musulmani, che siano stranieri o concittadini, e il giorno dopo vengono devastate moschee e oltraggiati i bambini, questo non ci rende più sicuri”. Questa frase è sembrata una stoccata al repubblicano Donald Trump, che ha fatto dei sentimenti di diffidenza e paura nei confronti degli stranieri il cavallo di battaglia della sua compagna elettorale nella corsa che potrebbe portarlo alla Casa Bianca.


Il Presidente ha richiamato tutti i politici di entrambi gli schieramenti all'unità e ad andare oltre le divisioni di partito; solo restando uniti è possibile fare fronte alle sfide che il mondo contemporaneo ci mette di fronte.
“Continuerò a lavorare e a fare pressioni”, ha aggiunto Obama, “per tutto quello che non siamo ancora riusciti a fare: correggere il sistema dell'immigrazione, proteggere i nostri ragazzi dalla violenza e dalle armi facili, dare gli stessi stipendi e gli giorni di ferie a parità di lavoro, alzare i salari minimi. Tutte queste cose sono davvero importanti per le famiglie che si impegnano e lavorano sodo ogni giorno”.


La lotta al terrorismo è stata uno dei punti più importanti dell'intervento di Obama; gli Stati Uniti continueranno il loro impegno per sconfiggere definitivamente l'ISIS e manterranno il loro ruolo di prima potenza mondiale.


(14 gennaio 2016)



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