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Il traffico di specie in via di estinzione alimenta il terrorismo

Il traffico di specie protette, sia animali che vegetali, a livello globale interessa un giro di affari di ben 20 miliardi di dollari all'anno; con questi soldi sporchi l'ISIS e le altre organizzazioni islamiste comprano le armi che poi vengono usate in vari attentati in giro per il mondo. Il 29 gennaio è stato presentato a Roma un rapporto tra commercio illegale di animali e vegetali e terrorismo condotto dal servizio di contrasto ai crimini ambientali dell'Interpol e dal servizio CITES (Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione) del Corpo Forestale dello Stato in cui si legge a chiare lettere: “Combattere il traffico illegale di specie animali e vegetali protette o in via di estinzione, per un giro di affari mondiale di 20 miliardi di dollari all'anno (sino a 200 miliardi con legname e pesca), significa contrastare il terrorismo internazionale che sulla pelle della natura finanzia le sue attività”.


Secondo lo stesso rapporto le violenze contro gli animali e la natura sono un pericolo perché distruggono per sempre la biodiversità e anche perché sono una enorme fonte di profitto per il terrorismo internazionale.
In Africa il traffico illegale di avorio è il commercio più fiorente per le organizzazioni terroristiche legale allo Stato islamico e non solo; il valore di un chilo di avorio sul mercato nero è altissimo e può anche superare i 400mila dollari. L'uccisione di elefanti e rinoceronti per asportare zanne e corni sta provocando danni immensi alla natura; questi immensi animali rischiano a lungo andare di estinguersi, creando un pericolosissimo squilibrio in natura.
L'Interpol invita tutti i cittadini a non acquistare oggetti di provenienza sospetta e a segnalare immediatamente ogni vendita di materiale illegale al più vicino presidio delle forze di sicurezza perché l'unico modo per stroncare alla radice il traffico di animali e piante è proprio non comprare niente che sia fatto con materiale illegale.


Chi, anche inconsapevolmente, acquista oggetti fatti con materia prima proveniente da specie protette finanzia pericolosi gruppi terroristici legati ad Al Qaeda o allo Stato islamico e per questo il lavoro di intelligence per stroncare questi traffici è più che mai importante.


(31 gennaio 2016)



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