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Intervista a Guia Zapponi, protagonista di "Eva, l'albero della conoscenza"

Di seguito una breve intervista con Guia Zapponi, attrice e ideatrice, assieme al giornalista scientifico Marco Mantovani, del progetto cinematografico inerente al lungometraggio EVA, l’Albero della Conoscenza.


Guia, di cosa parla il film a cui stai lavorando?
Narra una serie di vicende umane, scientifiche, metafisiche, militari e spionistiche che fanno da sfondo ad una rivoluzionaria scoperta tecnologica compiuta dalla protagonista, la professoressa Eva Castiglioni, una geniale ricercatrice milanese.

Al momento a quale fase del progetto siete arrivati?
Finora abbiamo elaborato soggetto e sceneggiatura e realizzato il teaser del film. Tutto ciò è stato finanziato esclusivamente con mezzi propri: in pratica noi siamo i primi produttori del lungometraggio, ma non è sufficiente. Per poter arrivare ad un adeguato prodotto finito e pronto per la distribuzione, stiamo quindi cercando collaborazioni e ulteriori finanziamenti anche attraverso canali alternativi d’investimento, come ad esempio il crowdfunding soprattutto per terminare la fase di sviluppo (https://www.produzionidalbasso.com/project/eva-lalbero-della-conoscenza).

Entrando più nel merito del film, mi confermi che è tratto da una storia vera?
I personaggi creati dagli autori sono opera di fantasia e le avventurose vicende che li vedono protagonisti risultano romanzate, ma le basi fisiche e scientifiche della rivoluzionaria scoperta tecnologica realizzata da EVA, con l’ausilio dei suoi amici/collaboratori, è già stata provata sperimentalmente da un’equipe di ricercatori italiani. Le comunicazioni tramite entanglement quantistico sono una realtà e quello che possiamo definire il bio-entanglement ha già avuto interessanti riscontri nell’attuale ulteriore fase di sperimentazione. Questa è la motivazione semplice. Quella complessa riguarda invece le difficoltà che i suddetti ricercatori stanno riscontrando nel tentativo di divulgare adeguatamente questa nuova e straordinaria tecnologia nel settore delle telecomunicazioni, poiché molti poteri forti si stanno davvero opponendo alla diffusione della scoperta. Ecco quindi nascere il film EVA, l’Albero della Conoscenza che attraverso la distribuzione cinematografica e la promozione internazionale, sui media in generale e su internet in particolare, tenterà di bypassare questo muro di omertà e complicità.



Qual è il pubblico a cui si rivolge il film?
Dai nostri mini-sondaggi effettuati presentando solo il soggetto cinematografico, abbiamo riscontrato fin da subito un notevole interesse soprattutto tra i giovani, universitari e non, gli appassionati di internet e di nuove tecnologie, innovative e all’avanguardia, sia per quanto riguarda il mondo delle telecomunicazioni che per le proiezioni della fantascienza odierna che diventerà la scienza di un ormai prossimo futuro.

Quale messaggio volete divulgare al pubblico?
Con il film “EVA, l’Albero della Conoscenza” è nostro intendimento inserire in un contesto cinematografico di science-movie un nuovo concetto di “filosofia progredita del sociale”.

Guia, tu interpreterai il ruolo della protagonista. Come attrice vanti un’esperienza pluriennale; vorrei ricordare solo alcuni dei film in cui hai recitato: Sotto una buona stella (2014), Una sconfinata giovinezza (2010), Zeroville (2014) ecc. Come ti stai preparando per calarti nella parte della ricercatrice Eva Castiglioni?
In effetti è la prima volta che interpreto il ruolo di una scienziata, specializzata addirittura in meccanica quantistica. Ho dovuto quindi leggere molto in merito ai temi di fisica trattati nel film e interfacciarmi persino con alcuni veri ricercatori, i quali mi hanno coadiuvato sia nella comprensione della parte prettamente scientifica che nel rendermi partecipe sui loro modi di lavoro e sugli atteggiamenti tipici che li contraddistinguono.  



La tua ambizione, e quella del team che sta lavorando al lungometraggio, è di distribuire il film a livello internazionale, nella speranza di entrare anche nel circuito dei maggiori Festival cinematografici facendo conoscere questo progetto innovativo a livello mondiale. Quali ritieni siano i punti di forza della sceneggiatura e cosa può costituire quel “plus” atto a raggiungere il vostro scopo?
La sceneggiatura si presenta come un adeguato mix tra film action e sci-movie. Può quindi accontentare gli appassionati di entrambi i generi (stiamo parlando di milioni di potenziali spettatori). Per quanto riguarda il “plus”, la rivoluzionaria scoperta scientifica nel campo delle telecomunicazioni che la ricercatrice Eva Castiglioni descriverà, tra mille colpi di scena, sul grande schermo potrebbe ben presto attirare l’attenzione di determinati ambienti internazionali, accademici e non, e ció farebbe indubbiamente da enorme cassa di risonanza al film stesso.

Per quanto riguarda il cast: è stato difficile avvicinare gli attori/attrici oppure si sono appassionati subito alla sceneggiatura e alla parte proposta?
Non abbiamo riscontrato alcuna difficoltà, anche se non abbiamo chiuso tutti i ruoli, ma gli attori che abbiamo contattato si sono tutti innamorati dei rispettivi personaggi e si sono subito sentiti pienamente coinvolti nell’incessante trama del film.


Parliamo del regista Roberto Farina: è il suo primo film da regista, ma ha alle spalle una grande esperienza come aiuto regista in diversi film di Pupi Avati. Com’è nata la vostra collaborazione?
Con Roberto ci conosciamo ormai da anni e la mia stima nei suoi confronti è cresciuta ancor più col tempo. La decennale collaborazione con il grande Pupi Avati ha sicuramente affinato sia la sua tecnica nella regia che quegli aspetti di genialità creativa che ha potuto assimilare direttamente e lungamente dal suo maestro.

Avete già un’idea su quando inizierete a girare? E le location? Se si possono avere delle anticipazioni ovviamente.
Si tratta di anticipazioni che ti possa riferire senza problemi: le riprese dovrebbero iniziare nella primavera/estate del 2016, mentre le location di lavorazione del film saranno distribuite soprattutto tra la Lombardia e il Trentino Alto Adige.


Valentina della Rocca
(11 gennaio 2016)


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