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La Biblioteca centrale del Viminale riapre al pubblico

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La biblioteca centrale del Viminale ha riaperto al pubblico. Da lunedì 4 gennaio sono a disposizione del personale dell’amministrazione dell’Interno, dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, degli studenti e dei docenti universitari migliaia di volumi antichissimi riguardanti in gran parte temi giuridici e storici.


Lo ha annunciato il ministro dell’Interno Angelino Alfano con un video su Facebook. La rivoluzione digitale che abbiamo vissuto e che stiamo vivendo – ha dichiarato tra le altre cose il ministro – non ci ha fatto perdere la suggestione e la bellezza della consultazione di un libro; del tenere in mano un libro, di studiare su un testo di carta. Qui c’è l’uno e c’è l’altro; c’è la rivoluzione digitale con gli archivi informatici e c’è anche l’antico catalogo da consultare. Io credo che sia anche questo un bel giorno per gli italiani.


La biblioteca del ministero dell’Interno fu costruita nel 1859 a Torino con alcune raccolte librarie appartenenti alla Casa Savoia ed al Consiglio del Commercio e fu trasferita, poi, a Roma, nel 1872. La biblioteca preserva un patrimonio di 110.000 volumi (allo stato attuale) e da qualche anno ha assunto i caratteri sia operativi che funzionali di una biblioteca specializzata in ambito giuridico. 


Tra i volumi più pregevoli l'Enciclopédie curata da Dalernbert e Diderot dal 1770 al 1779, le vaste raccolte di legislazione ed editti degli stati italiani precedenti l’unità d’Italia dal 1600 al 1800, le decisioni della sacra Rota (edite nel 1600) e molti altri volumi relativi al diritto, alla storia, all’araldica ed alle discipline religiose.


(5 gennaio 2015)

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