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“La reggente” dal 19 al 24 gennaio al Teatro Stabile di Napoli

Tratto dal testo di Fortunato Calvino, “La reggente” è il primo spettacolo prodotto dal Teatro Stabile di Napoli in collaborazione con l’accademia di Belle Arti di Napoli e ha coinvolto quattro docenti, Stefano Incerti alla regia, Renato Lori, scenografia, Zaira De Vincentiis, costumi, Cesare Accetta, disegno luci. “La reggente” è una storia cruda, con violenza e rapporti umani tormentati, una storia che andava raccontata perché è una storia che insegna e fa riflettere e da cui il regista Incerti ne ha già tratto un film, ha girato delle scene nel backstage dello spettacolo, una sorta di spettacolo nello spettacolo, il teatro che gira un film, una ottima idea per raccontare la vicenda da due diversi punti di vista, il teatro e il cinema. 


“La reggente” è teatro contemporaneo, un bell’esempio di grande lavoro da parte di tutti gli attori, da Luigi Credendino, a Salvatore Striano, a Elena Russo. “La reggente” racconta la storia di un potere al femminile, è infatti la storia di una moglie di un boss detto “Masaniello”, detenuto in un carcere di sicurezza in regime 41 bis. Il boss incarica la moglie di condurre gli affari di famiglia in sua assenza; il potere che ha in mano “la reggente” è enorme e lei all’inizio non sa come gestirlo. Poi ci prende gusto e precipiterà in un delirio di onnipotenza dove mostrerà tutte le sue fragilità. Spietata e crudele “la reggente” non si ferma davanti a niente, travolgendo tutto e tutti nella sua scia di vendetta e sangue. Fino alla fine porterà avanti i suoi progetti di morte anche quando resterà sola e odiata da tutti non si renderà conto dei suoi peccati fino al declino inesorabile. “La reggente” è un testo bellissimo e portato in scena rende benissimo la vena autodistruttiva, la passione, il sesso, il tradimento di cui è pieno, un mix di drammaticità e assurdità della realtà. Lo spettacolo vede protagonista Elena Russo, attrice di teatro e fiction nel ruolo de “la reggente”, bravissima nell’interpretare la disperazione di questa donna di camorra senza via di scampo; con la sua interpretazione regge tutto lo spettacolo. Molto bella anche la regia che porta in scena una realtà più vera del vero. Progetti così meritano attenzione e incentivi per andare avanti.

(18 gennaio 2016)


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