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L'Austria sospende il trattato di Schengen

Il cancelliere austriaco Werner Faymann ha annunciato in un'intervista al quotidiano Österreich di aver deciso di sospendere il trattato di Schengen a causa della troppa pressione esercitata alle frontiere dalla marea umana di rifugiati che transitano dalla rotta dei Balcani per tentare di entrare in Europa e a causa del rischio di infiltrazioni terroristiche. Il Cancelliere ha detto che gli accordi di Schengen saranno temporaneamente annullati e che “il controllo delle persone che vengono nel nostro Paese è stato rafforzato”.


Faymann ha ribadito che: “Esattamente come fa la Germania, abbiamo deciso di aumentare i controlli alle frontiere e di effettuare numerosi rimpatri. Chiunque raggiungerà l'Austria verrà controllato. Chi non ha diritto di asilo verrà immediatamente rispedito indietro, perché se l'Unione Europea non lo fa, non protegge le frontiere esterne di Schengen, è l'esistenza stessa dell'accordo a decadere”.


I rapporti tra migranti e popolazione in tutta Europa sono sempre più tesi dopo i fatti della notte di Capodanno a Colonia e, mentre si innalzano nuovi muri e barriere, l'Unione Europea si sta dimostrando più divisa che mai al suo interno, tra chi vorrebbe continuare con l'accoglienza e chi vorrebbe chiudere le frontiere.
Alcuni Paesi, come la Danimarca, hanno deciso di sequestrare ai profughi i beni di valore per ammortizzare le ingenti spese di mantenimento dei centri di accoglienza e l'esempio danese potrebbe presto essere seguito da altri.
Il terrorismo dimostra di essere in grado di colpire anche nelle nostre città, nei posti in cui ci crediamo al sicuro, come dimostrano i fatti di Parigi, e i recentissimi attentati ad Istanbul e nella città di Ouagadougou, capitale del Burkina Faso stanno facendo salire alle stelle la tensione già alta a livello internazionale; e proprio la paura di attentati terroristici è il fattore determinante che sta facendo rinascere i nazionalismi e che spinge per la chiusura delle frontiere, anche con muri e barriere di ogni genere.


Il 2016 sarà un anno molto duro per le istituzioni europee perché i problemi da risolvere sono sempre di più e sempre più gravi, senza contare il rischio concreto di un possibile uscita della Gran Bretagna. Contenere la minaccia del sedicente Stato islamico e cercare di dare accoglienza ai rifugiati che scappano da guerre e carestie e, nello stesso tempo, rimpatriare i migranti economici sono le sfide cruciali che attendono l'Europa e il mondo intero in questo 2016.


(19 gennaio 2016)


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