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Mangiare fuori orario ha effetti negativi sulla memoria

E se lo spuntino di mezzanotte fosse un problema, non solo per il nostro peso, ma anche per il nostro cervello? Mangiare al di fuori dei pasti, infatti, è considerato da tempo dannoso per il metabolismo: chi fa uno spuntino notturno è più soggetto ad un aumento del peso, finora questa era l'unica controindicazione.


Da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della University of California emerge che mangiare fuori orario ha dei notevoli effetti sulla memoria. Lo studio è stato condotto su un gruppo di topi, per verificare come lo spuntino notturno influisca sulle funzioni cognitive, in particolare la memoria e l'apprendimento. Un gruppo di topi è stato mantenuto stabile sui propri ritmi giorno-notte, mentre ad un altro gruppo è stato dato da mangiare al di fuori del normale orario dei pasti. Secondo uno dei responsabili dello studio, dai successivi test cognitivi condotti sui topi emerge che gli animali che mangiavano frequentemente fuori orario hanno delle notevoli difficoltà cognitive e mnemoniche, nonostante il numero di ore di sonno siano le stesse. Questo è dovuto ad un'alterazione della sintesi di proteine cerebrali coinvolte nei processi di memoria e apprendimento.


Il risultato sembra valido anche per l'uomo: la situazione dei topi rispecchia parzialmente quella dei lavoratori notturni, che sono costretti a mangiare di notte e presentano performance inferiori in diversi test cognitivi. Questa nuova ipotesi sul rapporto cervello-cibo verrà sviluppata con nuove ricerche: la qualità e la quantità del cibo, infatti, sembrano essere sempre più strettamente legate alle funzioni cerebrali, oltre che al peso.


(13 gennaio 2016)


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