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Tornano i controlli tra Svezia e Danimarca

Da oggi alle frontiere tra Svezia e Danimarca tornano i controlli; tutti i viaggiatori in transito al confine tra i due Paesi dovranno sottoporsi a rigidi controlli di sicurezza e dovranno esibire passaporti e carte d'identità valide per l'espatrio.


I governi dei due Paesi hanno deciso di aumentare i controlli di sicurezza per un maggiore controllo dell'enorme flusso di rifugiati che tentano di arrivare in Europa passando dai Balcani e dalla Grecia e per timore di infiltrazioni terroristiche. I nuovi allarmi di possibili attentati hanno di certo fatto la parte del leone nel far propendere i governi per una maggiore severità nel controllo di chi entra nel Paese; da quando si è capito che molte cellule dormienti potrebbero essere pronte a colpire nelle grandi città, le forze di sicurezza di tutta Europa sono in stato di massima allerta.


Il primo ministro danese Lars Løkke Rasmussen ha spiegato così la sua decisione durante una affollatissima conferenza stampa: “Se l'Unione Europea non è in grado di proteggere i suoi confini esterni, vedrete che sempre più Paesi saranno costretti ad introdurre controlli interni, anche solo temporanei. È una cosa che dobbiamo prendere seriamente perché avrà un impatto negativo sulla prosperità. Sono da sempre un grande sostenitore della libertà di movimento. Questo non è affatto un momento felice”.
Per evitare ritardi i lavoratori transfrontalieri saranno incanalati in apposite file in cui i controlli saranno sempre molto severi, ma più rapidi per non fare perdere a tutti coloro che si recano al lavoro tempo prezioso.
Era dagli anni ‘50 che ai confini tra Svezia e Danimarca non si vedevano i controlli e i due Paesi negli anni '90 stavano addirittura progettando insieme un enorme area di libero scambio; nell'ultimo anno con la situazione internazionale sempre più tesa, il numero di migranti sempre in aumento e gli attacchi terroristici che hanno colpito il cuore dell'Europa, il tema dei controlli alle frontiere è tornato a dominare la scena politica europea e internazionale.


Il 2016 si apre quindi con l'Unione Europea sempre più divisa in cui aumentano le barriere e tornano a farsi sentire sentimenti di odio, razzismo e intolleranza; senza una politica estera comune seria, sicuramente lo spirito di Schengen sarà sempre più in pericolo.


(4 gennaio 2016)


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